Walter e Leo, duello tra toscani veraci
Mazzarri e Semplici sono arrivati al top dopo tanta gavetta
FERRARA. Quello tra il fiorentino Leonardo Semplici e il livornese Walter Mazzarri sarà l’ennesimo confronto stagionale tra allenatori toscani. Al termine del campionato saranno stati cinque i tecnici della “scuola toscana” ad aver occupato le panchine della serie A. Dopo l’esonero di Mihajlovic (inizio gennaio 2018) a Torino è approdato Mazzarri che si è andato così ad aggiungere al certaldese Luciano Spalletti, al “nostro” Leonardo Semplici e a Max Allegri (livornese anche lui). Senza dimenticare Marco Baroni esonerato a ottobre in quel di Benevento. Non tralasciamo poi la figura di Renzo Ulivieri presidente del settore tecnico della Federcalcio da San Miniato (Pisa). Nella seconda metà degli anni Novanta, proprio al fianco di Ulivieri (da assistente) era cominciata a Bologna la carriera da allenatore di Mazzarri, prossimo avversario della Spal. C’è molto della “sua” regione di provenienza nella carriera del tecnico nato a San Vincenzo, che ha avuto un passato come giocatore nelle giovanili della Fiorentina, prima di militare anche all'Empoli e al Viareggio. Il Mazzarri tecnico, in Toscana ha allenato la Pistoiese (serie C2) e il Livorno: proprio nella città labronica ha centrato l'impresa di riportare gli amaranto in serie A nella stagione 2003/2004. L’attuale mister del Torino vanta quasi 400 panchine in A, con una Coppa Italia nel palmares durante gli anni di Napoli.
Walter e Leo, due allenatori accomunati dalla medesima regione e dal principio tattico dell’impostazione del gioco sin dalle retrovie, ma decisamente diversi nel modo di comunicare e di schierare le proprie pedine d’attacco: per il livornese, infatti, il tridente a una punta e due esterni larghi è sostanzialmente sempre stato un dogma, ma va detto che l’esperienza maturata in Premier League con il Watford ha accentuato leggermente la sua duttilità. Se da un lato mister Semplici (gavetta toscana tra San Gimignano, Figline, Arezzo e Pisa) appare uno dei tecnici più tranquilli e signorili della serie A viste le quasi nulle polemiche, le zero espulsioni, i buoni comportamenti e le sue dichiarazioni sempre impeccabili e distensive, non si può dir lo stesso del mister livornese. Sono infatti memorabili le sue famose giustificazioni nei post gara: dagli sbalzi termici, alle influenze, ai pali e alle traverse colpite, ai rigori non assegnati e alle sfighe assortite, fino all'apoteosi del «poi ha cominciato anche a piovere», frase proclamata da tecnico dell’Inter e rimasta scolpita nella storia del nostro calcio assieme alla nota immagine dell’orologio polemico, ispiratrice dei moderni “meme’s” da social. Il personaggio Mazzarri è stato anche il primo allenatore a parlare ai giocatori con la mano davanti alla bocca (in particolare con Cassano ai tempi della Samp) per impedire la decifrazione del labiale tramite le telecamere. In virtù di tutte queste sfumature negli ultimi anni si è parlato più di questo che del Mazzarri allenatore: tecnico internazionale, attento curatore di dettagli e situazioni di gioco. Un po’ come mister Semplici che non avrà ancora allenato in una competizione o in un torneo europeo, ma che non lascia mai nulla al caso. Ora i due maestri sono pronti al confronto: Torino-Spal è servito.
Alessio Duatti
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