Un insegnante, un secondo padre e un vero gigante della vita
Conobbi Giampaolo alle scuole medie, ma non era il mio insegnante di educazione fisica. Dalle finestre dei corridoi della scuola guardavo il cortile dove Giampaolo faceva lavorare i suoi alunni all’ap...
Conobbi Giampaolo alle scuole medie, ma non era il mio insegnante di educazione fisica. Dalle finestre dei corridoi della scuola guardavo il cortile dove Giampaolo faceva lavorare i suoi alunni all’aperto anche in inverno. Guardavo con invidia quei ragazzi, perché io, da esonerato da educazione fisica, non potevo fare nulla! Giampaolo non mi conosceva e lo sorpresi partecipando e vincendo la “Coppa delle Speranze”, gara di corsa campestre per gli studenti delle scuole medie della città, che Giampaolo organizzava tutti gli anni. Fu sorpreso e anche un po’ stizzito che il vincitore non fosse “uno dei suoi” e mi disse: «Ma tu chi sei e da dove vieni?».
Cominciò in quel momento un rapporto che ha caratterizzato tutta la mia vita e di cui ancora oggi beneficio! Mi piace pensare che il nostro rapporto è stato unico, come unico è stato il percorso che abbiamo fatto insieme: lui a insegnarmi tanto (per non dire tutto) e io a stimolarlo con la mia curiosità e spesso con la mia insistenza; lui impegnato a farmi capire, io sempre più affascinato da quello che grazie a Giampaolo imparavo a scoprire e a conoscere. Un rapporto che si è alimentato quotidianamente anche quando per i suoi o i miei impegni abbiamo passato periodi senza poterci vedere e/o parlare.
Giampaolo è stato e continua a essere uno di quei maestri che diventano come padri e sono veri giganti in quella vita che ti hanno insegnato a percorrere. Giampaolo era uomo dai valori e dai sentimenti forti; per la sua riservatezza, oserei dire timidezza, non sempre, invece, era evidente la capacità di manifestare quello che “sentiva”, ma io ho avuto la fortuna di godere di questo privilegio! Giampaolo con il suo esempio, i suoi insegnamenti, la sua semplicità, il suo rigore, la sua coerenza ha lasciato una grande eredità, un dovere che io sento molto forte e che auspico sentano anche tutti coloro che gli hanno voluto bene: non dobbiamo disperdere il patrimonio che ha lasciato!
Alcune persone ci donano se stesse nelle forme e nei momenti più imprevedibili, proprio per questo sono GRANDI e non se ne vanno mai!
* ex allievo di Giampaolo Lenzi ed ex ct della nazionale italiana di atletica leggera
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