«Straordinaria Spal merita di salvarsi»
Mister Atzori, ex della Doria, ha fiducia per l’ultimo atto
FERRARA. Gianluca Atzori è stato allenatore della Sampdoria nella stagione 2011-2012. Atzori è anche un profondo conoscitore della realtà della Spal e del calcio a Ferrara, città che ha frequentato a lungo con il figlio nelle giovanili biancazzurre. Pochi, meglio di lui, possono fare il punto alla vigilia di questa determinante sfida tra la formazione di mister Semplici e i blucerchiati.
Atzori, che partita si attende di vedere domenica al Mazza?
«La Spal ha fatto un cammino straordinario in questo campionato e mi auguro davvero possa rimanere in serie A. Lo merita. Ho seguito la sfida di Torino e mi auguravo che la Spal potesse chiudere il discorso già in quell'occasione, purtroppo non è andata così. Ora la cosa più importante è resettare subito quella gara, concentrarsi su quella di domenica, che sarà difficile ma la Spal ha una grande risorsa: ha il proprio destino in mano. Sicuramente sarà una partita difficile sotto l'aspetto mentale perché “tu devi” conquistare per forza i tre punti: è auspicabile che questa settimana passi in maniera veloce. Il rischio più grande è quello di farsi prendere dalla tensione».
Come si prepara da allenatore una partita come quella della Spal con la Sampdoria?
«Naturalmente ci sono da preparare le giocate e gli schemi a livello tattico e tecnico, studiare le contromisure alle iniziative degli avversari ma principalmente si dovrà lavorare dal punto di vista mentale. Dovrà essere bravo mister Semplici da questo punto di vista e anche la società. Davvero credo che tutti non vedano l'ora che arrivino le 18 di domenica, il peso della partita è notevole: in 90’ si decide se si resta in serie A oppure no».
Lei che conosce bene l'ambiente Sampdoria, che approccio avranno i blucerchiati a Ferrara?
«Genova è una realtà molto esigente. Si concede poco. Io arrivai dopo una retrocessione in serie B, quando nella stagione precedente avevano fatto i preliminari in Europa. C'è una tifoseria molto calda che perdona nulla. Sono certo che la Sampdoria verrà a Ferrara a fare la sua partita, è normale che sia così. Hanno fatto una buona stagione fino ad un certo punto battendo pure la Juventus, hanno poi avuto un calo ma il loro campionato rimane positivo. Vorranno finire bene e non si deve pensare che verranno a regalare: l'atteggiamento del “regalare” le partite in questo livello di squadre non esiste. Poi è logico che la Spal ha motivazioni molto più forti e mi auguro che queste possano bastare per farle vincere la partita. La Spal e Ferrara meritano di stare in A e ci “devono” restare».
E' fiducioso quindi per il raggiungimento dell'obiettivo?
«Lo sono. Perché vedo una società, un allenatore e un progetto tecnico chiari: la Spal non dipende da nessun'altra gara. Ha tutte le possibilità per centrare il risultato».
Come giudica il lavoro di mister Semplici?
«Quattro anni fantastici. Solo complimenti per lui. Arrivò in una situazione difficile e il primo anno ha portato la Spal al quarto posto ad un soffio dai playoff; poi la vittoria della Lega Pro, la vittoria della B e ora spero in un altro risultato altrettanto straordinario domenica. Complimenti anche alla società che, anche nei momenti difficili, è stata bravissima a dare continuità al progetto tecnico».
Chi le piace di più nella rosa della Spal?
«Faccio tre nomi. Il primo è Antenucci. Mirco ha giocato un campionato straordinario, non ha tradito le attese. Molti pensavano che fosse “buono” da B ma tutto da vedere in serie A, invece ha dimostrato alla grande di potere ben figurare anche in questa categoria. Poi dico Gomis: ogni volta che è stato schierato ha fatto benissimo. La parata che ha fatto sulla punizione di Viola col Benevento è qualcosa di semplicemente straordinario. Poi non posso non dire Lazzari, che è il mio preferito assoluto. Lo conosco e lo seguo da quando c'era ancora la Giacomense. Non so cosa gli riserverà il futuro ma vediamo quali occasioni gli si presenteranno perché per me può avere un futuro molto ma molto importante».
Lei ritiene che anche Napoli-Crotone sarà gara “vera”?
«Assolutamente. Per me è impensabile che una squadra come il Napoli possa andare a fare regali e sporcare la sua immagine in questa maniera. Hanno fatto un grande campionato, lo vorranno finire nel migliore dei modi. Le grandissime società come il Napoli non si possono prestare a questo tipo di figuracce. Poi nel calcio ci può stare tutto e il contrario di tutto ma se va come deve andare c'è una tale differenza di valori tecnici tra il Napoli e il Crotone che il risultato potrebbe essere già 3-0 per il Napoli all'intervallo. Poi però c'è l'imponderabile visto che ci sono stati anche i Roma-Lecce e i Perugia-Juventus».
A suo avviso quindi la maggiore indiziata per la retrocessione è proprio il Crotone?
«Sì, perché non ha destino nelle sue mani e il calendario lo mette davanti ad una partita molto complessa. Penso che sia la squadra a maggior rischio, lo era per me fino a qualche giorno fa il Cagliari ma ha fatto un grande passo verso la salvezza vincendo a Firenze. Non sono ancora salvi perché all'ultima hanno l'Atalanta in casa ma un punto in più vuol dire».
Andrea Tebaldi
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