Scorribande dalle fasce e linee strette in mezzo Ecco come colpire il Doria
Il duello di domani al Mazza con la Samp attraverso una lettura tattica Le imbeccate centrali di Ramirez il grande pericolo per i biancazzurri
FERRARA. In una finalissima da vincere come quella di domani, cuore, anima ed emotività andranno oltre alla tattica, aspetto da superare ma mai da scartare. E quindi?
Quindi è lapalissiano affermare che per vincere la partita dell’anno servirà tutto. Sentimento, passione, studio, forza organizzativa e tecnica applicata. La differenza principale - come tutti i tifosi spallini sperano - potrebbe esser data dalle motivazioni: strumento fondamentale per ridurre o azzerare il gap tra i due roster. Mister Semplici e il suo staff prepareranno l’impegno dal punto di vista mentale, caricando i biancazzurri in maniera calcolata, senza accentuare le già alte pressioni; ma come sempre accade daranno un approfondito sguardo alle caratteristiche dell’avversario di turno. La Sampdoria, con il suo 4-3-1-2, infatti, pare essere una delle formazioni meglio affrontabili dall’interpretazione del 3-5-2 spallino.
La Spal è una squadra che soffre la ricerca avversaria della profondità, in particolar modo sulle due trequarti esterne (per info, il secondo tempo di Torino). I biancazzurri sono maestri nel compattarsi centralmente, unendo le due linee, abbassando il baricentro e creando una densità che spesso permette ai tre dietro di guidare gli scivolamenti e le scalate in maniera più agevole e meno affannosa. Giocando nel suo modo tradizionale, la Sampdoria tenderà per lo sfondamento centrale con le principali imbeccate del trequartista Ramirez per le due punte (a oggi Caprari e uno tra il baby polacco Kownacki e il colombiano Zapata). Se la Spal interpreterà bene la propria fase difensiva, non avrà particolari difficoltà nel proporsi con coraggio e convinzione (già immaginiamo il pubblico come spingerà i ragazzi di Semplici).
E in avanti come colpiamo? La chiave pare essere l’aspetto opposto, ovvero l’attaccare il “Doria” sfruttando l’uno contro uno sulle fasce che si genererà se gli esterni biancazzurri riusciranno a spingere con continuità. La Samp, tra l’altro, pare avere scelte obbligate a centrocampo (Linetty, Torreira, Praet) e fino all’ultimo non saprà chi schierare nei due ruoli bassi di difesa. Bereszynski è arruolato per la destra, mentre Sala (spesso presentato a piede invertito dall’altra parte) è alle prese con un piccolo affaticamento: se recupererà giocherà di certo lui, altrimenti Giampaolo dovrà schierare uno tra Regini (anch’egli non al meglio) e Strinic (praticamente ai margini della rosa dopo l’accordo di mesi fa con il Milan in quanto svincolato), visto che Murru è tornato ad allenarsi con i compagni solo da tre giorni. A dar man forte alle scorribande dei terzini biancazzurri dovranno esserci gli inserimenti delle mezze ali (per caratteristiche Grassi più di Kurtic) e i soliti movimenti di raccordo da parte di capitan Antenucci, un maestro nel fiutare la zona da predare. Tutta teoria, ovvio, che se interpretata con il giusto furore agonistico e la tanta fame di vittoria, potrebbe tramutarsi in una pratica positiva. Il tutto, ricordando che in partite come queste i calci piazzati hanno un’importanza elevatissima.
Intanto, il pensiero blucerchiato di metà settimana sulla sfida di domenica è arrivato dal portiere Emiliano Viviano (quasi sicuramente out, giocherà Belec): «Contro la Spal faremo la nostra partita. Sono tante le squadre che lottano per restare in serie A, il bello del calcio è che tutti giocano e non regalano niente. Questo sarà anche il nostro spirito».
Alessio Duatti
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