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Spal, sette giorni vissuti intensamente

di Marco Nagliati
Spal, sette giorni vissuti intensamente

Al Centro i dirigenti molto vicini alla squadra Mattioli: «Settimana lunga». Intanto a Napoli...

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FERRARA. L’interpretazione dei segni. Che sfocia nel sogno. Domani, ultima giornata di campionato: la Spal riceve una Sampdoria sazia e forse sonnolenta. Se i biancazzurri vincono sono salvi, senza che il destino sia legato a risultati altrui. La posta in palio è così alta, però, che andare in cordata può anche non essere una cattiva idea. Ovvero: se il Napoli batte il Crotone è meglio; se l’Atalanta passa a Cagliari, male non fa. Ecco il mettere radici in questi giorni, dunque, dell’arbusto della psicologia. I 90’ di fine stagione vengono letti anche attraverso le emozioni: il linguaggio del corpo, la luce negli occhi... Come si stanno comportando partenopei e bergamaschi? Nei momenti crudi, pure la spiritualità può dare conforto.

In casa Spal, giovedì durante la partitella con la Primavera, tutto lo stato maggiore biancazzurro era a bordo campo. Il patron Colombarini, il presidente Mattioli... Poi il direttore generale Gazzoli, il diesse Vagnati: tutti lì, assieme ai quasi ottocento che hanno assistito al test in via Copparo. «Questa è una settimana lunga» ha sussurrato il presidente Mattioli. Logico: la mente vaga per i campi oscuri. Mille pensieri, la sintesi di un’annata dietro l’angolo. Il confine fra trionfo e amarezza estremamente labile. Dall’infermeria giungono notizie discrete: Lazzari sta perfezionando un miracoloso recupero. Vedrete che ci sarà, seppure non al top e fisiologicamente condizionato mentalmente dopo una rentrée così rapida. Viviani è pronto al 100%, Schiattarella stringe i denti e non diserterà la chiamata. In casa Sampdoria out il portiere Viviano, poi Sala e Barreto. Forse la punta Zapata. E bomber Quaglierella parrebbe convocato dopo un paio di settimane d’assenza per infortunio, ma destinato alla panchina.

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Okay, questo è lo scenario che si prefigura al Mazza. Ma al San Paolo, cosa farà il Napoli? Beh, fiutando l’aria vien da pensare che gli ultimi eventi stiano facendo crescere la voglia di giocare con stimoli adeguati. Uno: la politica di ribasso dei prezzi ha favorito la prevendita, tanto che lo stadio si preannuncia strapieno. Quasi in 50.000 per salutare e ringraziare gli azzurri, incitarli. Ecco, vuoi che i calciatori intendano chiudere con un brutto ko?

Due: giovedì sera cena società, staff e squadra. Con netto riavvicinamento tra il presidente De Laurentiis e mister Sarri. Una ritrovata unità d’intenti che rimette il gioco al centro del progetto. Difficile che Sarri voglia terminare la stagione con una prova opaca contro il Crotone. Ferrara ci spera. Tra l’altro il Napoli è al completo e alla vigilia sono dati in campo tutti i titolarissimi. Dal canto suo, il Crotone sta iniziando a lamentarsi un po’ degli arbitri: «Certo - ha detto il presidente Vrenna - pesano tanto i due punti negati da Tagliavento (gol dei calabresi annullato contro il Cagliari; ndr) e rischiano di crearci grandi problemi. Partiamo per Napoli con la convinzione che la squadra è in salute e possa fare risultato. Certo vedere Tagliavento designato domenica proprio a Cagliari come quarto uomo... Speriamo che non faccia altri danni».

Alla Sardegna Arena ci sarà l’Atalanta, che ha bisogno di almeno un punto per il pass Europa League. In più Gasperini ha appena annunciato il rinnovo del matrimonio con la Dea: chiudere bene domenica per ripartire col sorriso la prossima estate. In compagnia della Spal, of course.


 

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