Alla fine per la Bondi è un’ottima annata
Ambizioni, crisi, rilancio: con Bulgarelli mai così in alto
FERRARA. Un’ottima annata. Quasi fosse un buon vino, la stagione appena conclusa dalla Bondi è di quelle da segnare in rosso sul calendario. Se fosse una bottiglia di metodo classico sarebbe un millesimato, magari satèn, di quelle che non smetteresti mai di assaporare. Che magari ha bisogno di qualche attimo per sfoderare tutti i suoi profumi, ma quando lo fa, diventa seducente, con le sue bollicine inebrianti, restando nella memoria dei sensi. E così ha fatto la Bondi, che, dopo essere partita con obiettivi elevati, ha dovuto affrontare qualche momento difficile, prima di reinventarsi e diventare poi un nettare prelibato, capace di vincere, far divertire e arrivare fino ai quarti di finale playoff, dove ha ceduto alla più seria candidata alla promozione in serie A: la De’ Longhi Treviso.
Obiettivo impossibile da immaginare quando la società ha preso in mano la situazione a gennaio, dopo sette gare vinte e otto perse. La promozione a head coach di Bonacina, il recupero di Rush e un movimento in uscita hanno dato al Kleb quell’equilibrio che gli mancava per prendere il volo e capitalizzare un lavoro iniziato ad agosto. Una rincorsa verso i playoff fatta di dieci vittorie e cinque sconfitte, con il palasport di Ferrara inviolato per sei gare consecutive e quattro vittorie in trasferta.
Poi, i playoff. Magici, intensi, affascinanti. Ribaltare la serie con Scafati, perdendo le prime due gare per fare un filotto di tre di vittore, tra cui gara 5 in Campania, è roba per squadre di carattere. Poi Treviso, subita in gara 1, sfidata in gara 2 e affrontata a viso aperto alla terza partita, condotta a lungo, ma dove poi ha pesato la maggior profondità degli avversari. E allora, dopo il 74-79, tutti comunque a festeggiare con gli occhi lucidi e tanta emozione. Mai la società del presidente Bulgarelli era arrivata così in alto e l’ha fatto con una squadra di uomini veri, pronti a dare tutto fino alla fine, sostenuti da un pubblico stupendo.
Questo anche grazie a un grande campione come Mike Hall, che ha disputato una stagione memorabile. Quattro volte giocatore del mese, votato Mvp straniero del campionato, ha concluso la sua stagione con una tripla doppia e qualche messaggio emozionante scritto sui social, dove ringrazia i compagni di squadra, la società, i tifosi e la città per l’ottima stagione appena conclusa prima di ripartire per gli Usa. Giocatore di talento cristallino, capace di segnare 16 punti e catturare 13 rimbalzi di media a partita, Hall ha stregato per il suo carisma, il suo essere scanzonato e guascone, autentico divo del parquet.
Con lui, a caratterizzare la stagione della Bondi ci ha pensato il miglior italiano dell’A2, quel Riccardo Cortese che, oltre a essere il capitano, è stato il faro di Ferrara. Ovviamente per dare una svolta all’annata è servita anche l’intraprendenza di un giovane coach come Bonacina, che ha vinto tante scommesse, tra cui quella di far diventare Alessandro Panni un giocatore di categoria e di far ulteriormente maturare nel ruolo di regista un certo Yankiel Moreno. Unitamente a una squadra che ha dimostrato compattezza e generosità, in tutti i ruoli. Sì, un’ottima annata...
Mauro Cavina
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