La Nuova Ferrara

Sport

Campionato ti scrivo “Abbiamo assaporato la grande bellezza”

di ANDREA TEBALDI
Campionato ti scrivo “Abbiamo assaporato la grande bellezza”

Caro campionato, domani ci lasci e come tutte le cose che finiscono meritano un saluto. È stata un’avventura straordinaria per gli spallini, qualcosa di meraviglioso e che non avrebbero immaginato...

4 MINUTI DI LETTURA





Caro campionato, domani ci lasci e come tutte le cose che finiscono meritano un saluto. È stata un’avventura straordinaria per gli spallini, qualcosa di meraviglioso e che non avrebbero immaginato solo pochissimi anni fa. Ti scrivo adesso perché è meglio farlo ora, dopo Spal-Sampdoria il giudizio che avrò di te sarà di certo condizionato dal risultato, dall'opzione A o B. Sei stato un grande sogno, per decenni abbiamo desiderato ardentemente la serie B, quando eravamo in C e non ne vedevamo la via d'uscita. Poi, all'improvviso, è arrivata una società seria che non dobbiamo mai smettere di ringraziare per quanto sta facendo (grazie Francesco, grazie Simone, grazie Walter) che ci ha fatto spiccare il volo. E che volo...

Non solo abbiamo trovato quella B desiderata, ma siamo arrivati diritti da te. Sei stato un campionato vissuto intensamente e ad alta pericolosità tanto che all'ultimo giro di giostra siamo ancora lì, ad un passo dalla salvezza ma anche ad un passo dal cadere nel burrone. Sei stato un campionato che ci ha divertito ma che ci ha anche fatto arrabbiare parecchio.

Ci hai divertito per le prestazioni della nostra Spal, di lotta, di voglia. Dappertutto, senza mai scansarsi. E perché San Siro, Olimpico, San Paolo, Allianz Stadium sono esperienze che mai avremmo immaginato. Mai avremmo pensato di viverle con la Spal che ci gioca lì dentro. E non in amichevole ma in gare “vere”. È vero che contro “gli squadroni” il colpaccio non siamo mai stati capaci di farlo (e per colpaccio intendo la “vittoria”) ma tante volte siamo riusciti a tenere testa all'avversario di turno pur perdendo. Anche perché, caro campionato, ci devi pur concedere qualche attenuante: passare in così poco tempo dal Mannucci di Pontedera a queste nuove realtà non è così facile. Anche noi non eravamo, soprattutto all'inizio, così pronti. Poi abbiamo preso confidenza.

Chiave di volta è stata quell'ultima domenica di febbraio quando siamo riusciti a vincere a Crotone e siamo rimasti appesi a te, chissà che quella vittoria alla fine non abbia un valore doppio. Ci hai fatto divertire, abbiamo avuto la gioia di un Mazza sempre pieno e a noi piacerebbe molto ripetere l'esperienza anche l'anno prossimo. Non tanto per i campioni che torneranno, ma per rivedere i nostri idoli ancora in questo contesto. Non ci dispiacerebbe proprio, abbiamo dimostrato che abbiamo entusiasmo, pubblico (a differenza di altri che restano in A ogni anno ma non hanno nulla di tutto questo...) e un seguito in trasferta da brividi. Tanti hanno riassaporato la gioia dello stadio, la bellezza di seguire le partite dal vivo; tanti hanno socializzato con persone che nemmeno sanno come si chiamano ma sono “i vicini di posto e di tifo”. E molti con un ricordo dentro rivolto a chi non c'è più, a chi purtroppo non ha fatto in tempo a vivere questa rinascita biancazzurra.

Devo dirti, caro campionato, però, che ci hai fatto anche arrabbiare. Noi, lo ammetto, abbiamo avuto senz'altro qualche limite, tante cose ci sono mancate nel corso della stagione a partire da un pizzico di scaltrezza in più; però anche tu ci hai messo del tuo. Non voglio riaprire tutto il dossier degli errori che sono stati fatti a danno nostro ma, per metterla in maniera elegante, ti dico che siamo stati molto, ma molto, “sfortunati” con le direzioni arbitrali e con il Var. Sai, al di là degli episodi, è stato il metro generale che non ci ha convinto, quasi tutto quello che succedeva nella nostra area veniva “letto” in un modo. Tante volte, da ultimo a Torino, quello che succedeva nell'area avversaria è stato “letto” in un altro. E abbiamo visto cose da farci rabbrividire. E che non pensavamo di meritare. Ma fermiamoci qui per non rovinarci di nuovo lo stomaco. Caro campionato, speriamo che ci possa essere un finale sereno da questo punto di vista: ci meriteremmo una giornata conclusiva all'insegna della festa e della gioia. Speriamo di averla. Ti abbiamo ritrovato, dopo 49 anni, il 20 agosto all'Olimpico di Roma. Ti salutiamo oggi a Ferrara. Noi vogliamo che il saluto duri solo il tempo di un’estate, perché dopo Ferragosto, in un Mazza spettacolare, vogliamo rivederti di nuovo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google