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Colombarini, da Meda a S. Siro

Colombarini, da Meda a S. Siro

Storia di una proprietà che ha portato la Spal dalla Lega Pro ai massimi palcoscenici calcistici

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FERRARA. La famiglia Colombarini, nelle persone dei patron Francesco e Simone, è già entrata nella storia della Spal. Dal loro insediamento a Ferrara alla guida della società non hanno praticamente sbagliato una mossa portando i biancazzurri dall'allora Lega Pro alla serie A in pochissimi anni. E' stata un'ascesa continua da quel pomeriggio a Meda contro il Renate (Meda e Renate, nomi che fanno rabbrividire pensando a dove si è arrivati a giocare quest'anno), quando l'avventura prese il via dopo un'estate in cui arrivò il “sacrificio” della Giacomense. Già, Meda si diceva... Da lì la promozione nell'allora Lega Pro unica, un campionato nel quale si è poi chiuso al quarto posto con l'arrivo di mister Leonardo Semplici a Ferrara per poi avviare una cavalcata trionfale vincendo il campionato di Lega Pro superando il Pisa e poi la serie B dell'anno scorso chiusa incredibilmente al primo posto davanti al Verona. Questo è il notevole curriculum dei Colombarini alla guida della Spal. E il resto è la serie A e la cronaca di questi giorni.

I patron Francesco e Simone sono un esempio di come una proprietà di una squadra di calcio dovrebbe essere: competenti, presenti, guida salda ma mai da parte loro un'invasione di campo in territori magari più tecnici. Mai un'ingerenza pubblica, una volta fissati i budget, nelle scelte del direttore sportivo Davide Vagnati oppure nelle scelte tecniche e di formazione dei propri allenatori. Da ultimo mister Semplici con il quale si è fatto il più lungo e grande tratto di strada dal dicembre 2014 ad oggi. Colombarini - molto prima della notorietà calcistica legata alla Spal - è un nome legato a Vetroresina, realtà aziendale solida con sedi a Masi San Giacomo e Portomaggiore e leader nel mercato nella produzione dei laminati in resina poliestere rinforzati con fibra di vetro che hanno una vasta gamma di applicazioni dall'edilizia, alle celle, ai pannelli per porte senza dimenticare i pannelli per camper e caravan. Patron Francesco Colombarini è sempre presente, insieme alla compagna Simonetta, vicino alla squadra anche nelle trasferte logisticamente più complicate come Cagliari e Crotone. Un uomo dalla spiccata ironia, una persona concreta che non ama la ribalta dei riflettori ma la cui voce si fa sentire. Sia nelle riunioni interne, quando si devono decidere le strategie, sia nelle analisi pubbliche delle partite quando in pochissime frasi spesso (verrebbe da dire quasi sempre...) centra il nocciolo della questione. E ha il pregio di essere, ovviamente uno dei primi tifosi della Spal, ma anche la capacità di non perdere in nessun modo l'obiettività quando si tratta di analizzare, anche a caldo, le partite. Non manca di certo in lui l'ambizione, ci sono timori perché quando si arriva a certi livelli non si possono non avere timori di non farcela e di non essere all'altezza della situazione, ci sono stati momenti di grande difficoltà quando ad esempio - tra gennaio e febbraio - la squadra sembrava non girare ma dalla società il timone è sempre stato tenuto in mano in maniera salda, senza nessuna incertezza convinti che dalle difficoltà di quei momenti si sarebbe usciti. Un patron che non ha “bisogno” di nessuna guardia del corpo intorno e che a molti è capitato di vedere arrivare o andare via dallo stadio in bicicletta.

Il figlio Simone rappresenta e ha rappresentato sempre più il volto pubblico della società; persona di grande valore, sempre presente quando ad esempio ci sono incontri in Comune per definire le innovazioni allo stadio e al centro di via Copparo portate avanti in questi anni che hanno cambiato e stanno cambiando radicalmente in meglio le due strutture che erano state per molti anni lasciate al proprio destino. Patron Simone è un altro esempio, come il padre, di proprietà presente in maniera discreta in quasi tutte le gare, trasferte comprese – quasi sempre con la moglie Elisa, con qualche deroga più che comprensibile, solo se in campo nello stesso momento in cui gioca la prima squadra c'è il figlio. Da lui non ci sono da attendersi dichiarazioni roboanti - per quelle c'è il presidente Walter Mattioli - ma è sempre rispettoso dei ruoli, nelle decisioni ha mostrato grandissima capacità decisionale. D'altra parte l'imprinting da ingegnere che bada alla concretezza delle cose non può non essere applicato anche in ambito calcistico anche se questo è un ambiente più imprevedibile dal punto di vista dei risultati di quanto possa essere una gestione aziendale. L'arrivo di questa proprietà alla guida della Spal è quanto di meglio potesse succedere per la Spal e per tutti i tifosi biancazzurri, una “congiunzione astrale” fortunata dopo decenni bui ha consentito e consente di vivere pagine meravigliose di sport a Ferrara. Con l'auspicio, visto che l'appetito vien mangiando, che pagine ancora migliori possano arrivare.

Andrea Tebaldi



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