Eh sì, è «Serie A, Serie A!». Il tripudio inizia allo stadio
Grande festa in curva e sugli spalti: abbracci, lacrime di gioia, bandiere al vento. Mister semplici e i giocatori acclamati. Maxi striscione per Lazzari e Schiavon
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FERRARA. La grande favola continua. Il Royal Wedding tra la Spal e il massimo campionato italiano rimarrà saldo anche nella prossima stagione. Missione compiuta in un assoluto tripudio biancazzurro scatenatosi ancor prima del triplice fischio finale in un tardo pomeriggio che nessuno dimenticherà. Le emozioni vissute al “Mazza” sono incalcolabili a partire dall’ingresso in campo delle squadre quando la Ovest si copre di biancazzurro con il gigantesco telone raffigurante il magico simbolo della Spal. Sotto appare l’enorme striscione “Che sarà, sarà... ovunque ti seguirem, ovunque ti sosterrem”. La partita finisce con la Spal che dilaga nel punteggio, la gente si abbraccia, i cuori battono, i modi per asciugarsi le lacrime di gioia sono molteplici e le corde vocali sono messe a durissima prova. Sul maxi schermo della gradinata vengono proiettate le immagini live dal campo dove i giocatori e mister Semplici vanno a raccogliere i convinti applausi in tutti i settori dello stadio prima di rientrare negli spogliatoi a stappare le prime bottiglie di spumante.
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Lo stadio intanto canta senza tregua, non dimentica di contestare l’assente Borriello e gioisce così come ha fatto per tutta la partita dove i decibel hanno toccato picchi altissimi. I cori tradizionali (su tutti: “Forza Spal” e “Per la Ovest facci un gol”) si sono propagati nell’aria così come i boati ripetuti, i battimani e le standing ovation al momento delle sostituzioni. Da pelle d’oca anche i canti personalizzati per mister Semplici, Mirco Antenucci, Manuel Lazzari ed Eros Schiavon. A questi ultimi due è stato dedicato anche un mega striscione di ringraziamento: “Eros e Manuel simboli di coraggio e di dedizione, per sempre nel cuore della Ovest”. Alla festa partecipano anche gli amici gemellati di Ancona, mentre lo stadio trema sulle note di “Chi non salta è un bolognese...”. Le sciarpe alzate dai tifosi colorano ancor di più il dipinto biancazzurro e allo scoccare del novantesimo si alza un fortissimo e liberatorio “Serie A, Serie A, Serie A!”.
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La società organizza un piccolo palchetto in mezzo al campo con un tappeto azzurro che fa da passerella alla dirigenza e ai giocatori. Il sentito ringraziamento per l’obiettivo raggiunto è reciproco. Si sorride e ci si diverte a più non posso, mentre le bandiere continuano a sventolare e i figli dei calciatori si dilettano a giocare con i palloni nell’area sotto la curva rendendo tutto ancor più bello da vedere. Ferrara canta, balla e festeggia l’ennesima serata indimenticabile degli ultimi anni. E il lungo party biancazzurro si sposta dallo stadio al centro storico.
Alessio Duatti
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