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Mattioli pilota la Spal tra Borriello e Semplici

di Marco Nagliati
 Mattioli pilota la Spal tra Borriello e Semplici

«Se vuole essere un nostro giocatore Marco deve dimostrarlo, lo incontrerò Il mister si è tolto dei sassolini: lo accetto. E non ci sono motivi per cambiare» 

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FERRARA. Nel giardino dell’essenza spallina campeggia una foto di Marco Borriello. Destino malandrino, che Walter Mattioli accoglie con sorriso e ironia. È il giorno post-sbornia emotiva, della Spal salva in A. Figurarsi se il presidente si fa rovinare la giornata. Salone d’onore della Residenza municipale, si alza il sipario sulla raccolta di “figu” Panini etichettate Spal. «Sapete quanto sono felice da uno a cento? Centouno!» esclama Mattioli. Camicia azzurra, cravatta blu su giacca bluette. Insomma, Borriello... «Diciamo che ha detto il giusto quando fa riferimento al contratto - precisa il presidente -, perché di fatto è così. Però per essere un giocatore della Spal bisogna dimostrare di volerlo. Se sta bene ed è convinto di rimanere a Ferrara ne parleremo in maniera approfondita. Ci incontreremo nei prossimi giorni».

Argomento numero due: mister Semplici. Domenica il tecnico qualche punturina l’ha fatta: «Io ho sempre creduto nella salvezza, qualcun altro no. Il momento più complicato vedere il mio nome associato alla parola esonero».

Mattioli sospira: «Massì, dai... Ci sta che abbia voluto togliersi qualche sassolino. Va bene tutto: lo accetto. L’importante è altro. Ovvero che abbiamo compiuto un percorso straordinario tutti assieme, è stata condivisa in questi tre anni un’avventura bellissima. Società, staff, squadra e tifosi: siamo un’unica famiglia. Con Semplici ci troveremo, sono tante le cose che ci legano. Per me ha senso andare avanti insieme. Nei prossimi giorni ci incontreremo anche con lui. Il contratto con il mister c’è: da parte nostra non esistono motivi per cambiare».

Da parte sua, Semplici ieri ha rilasciato varie interviste radiofoniche. Dopo aver ricordato tutto il percorso stagionale («abbiamo completato un cammino pieno di insidie, raggiungendo un risultato straordinario: merito di società, direttori ma soprattutto giocatori»), il trainer viene solleticato: pronto per una grande? «Assolutamente sì. Sono partito dall’Eccellenza vincendo tutti i campionati. Sono ambizioso, c’è voglia di migliorarsi».

Mattioli per ora glissa, in attesa di un faccia a faccia con mister Leo. «Contro la Sampdoria abbiamo chiuso in bellezza, con la vittoria la stanchezza di una settimana pesante è passata subito. Però, basta fare festa. Io già ieri alle 8.30 ero in ufficio: si comincia a lavorare». Operazione immediata il Mazza. «Ecco, alla parola stadio inizio già ad agitarmi - entra in partita Mattioli -; ci sono molte cose da fare e pure in fretta se vogliamo essere pronti per l’inizio della prossima stagione. Vedrete che uscirà un Mazza perfetto per Ferrara». La settimana prossima scatterà la demolizione della curva Est: primo passo di un restyling profondo.

Oggi, intanto, Mattioli sarà in Lega a Milano e anche questo è un fronte caldo. Si parlerà di nomine, diritti televisivi... Magari prenderanno corpo anche alcune operazioni di mercato. Ieri pomeriggio - tanto per non perdere terreno su nulla - lungo summit tra Mattioli e il direttore sportivo Davide Vagnati. Sono emerse riflessioni, idee. Le prime possibilità da sondare. Il riscatto di Viviani, il timbro sui punti fermi. Per questo è necessario incontrare quando prima mister Semplici e dare peso “ufficiale” al contratto in essere.

Qualche risorsa in più la Spal l’avrà (otto-dieci milioni), ma la proprietà sta investendo tanto anche sulle infrastrutture. Non soltanto il Mazza, pure al Centro Fabbri proseguono i lavori di ampliamento e di miglioramento. Rimanendo con i piedi sul terreno mercato, spunta immancabile il nome Lazzari. «Se posso lo tengo - chiarisce Mattioli -; faccio un ragionamento semplice, con tutto il rispetto. Se sul giocatore arrivano offerte di Sassuolo o Bologna, beh: penso che possa anche rimanere alla Spal. Se invece giunge un’offerta con numeri importanti di un grosso club allora la questione cambia. Non voglio frenare la carriera di nessuno».

«Ne parleremo anche con Manuel - chiude il presidente -, faremo con calma e per bene. Oggi sono l’uomo più felice del mondo. Abbiamo sofferto, ma siamo stati capaci di portare a casa un risultato importante. Ferrara è rimasta in una categoria che mancava da tempo. E se ci siamo riusciti è perché il popolo spallino è sempre stato al nostro fianco. Quindi, adesso, vado a lavorare per la Spal»

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