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Spal, il domani è adesso Primo punto mister Semplici: giorni cruciali per decidere

di Paolo Negri
Spal, il domani è adesso Primo punto mister Semplici: giorni cruciali per decidere

Sampdoria, Udinese, Bologna e Sassuolo interessate all’allenatore Attesa per l’incontro tra società e trainer: la volontà del club è proseguire

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FERRARA. Il termine del campionato, con una salvezza tanto sofferta quanto meritata ed esaltante, apre il fronte del futuro. Delle scelte. Delle strategie. Del mercato. La piramide parte dell’allenatore. La Spal deve decidere in primis il domani di mister Semplici. Il tecnico è legato al club da un contratto valido fino al 30 giugno 2019, la decisione circa il fatto di continuare insieme o interrompere il rapporto dovrà essere consensuale, condivisa, convinta. La società ha già manifestato l’intenzione-desiderio di proseguire il cammino con il proprio allenatore. Una rimonta-salvezza sfociata nel quasi aggancio dei play off di Lega Pro, la promozione in B e la conquista della Supercoppa, la storica ascesa in A, la permanenza nella massima categoria: questo il curriculum spallino del trainer, nessuno avrebbe potuto fare meglio. La sensazione, adesso, è che il pallino sia soprattutto nelle mani di Semplici. Che sa quanto è amato ed apprezzato dal popolo biancazzurro, che sa - ovviamente - del proposito dirigenziale di continuare ad avvalersi della sua guida, che è perfettamente conscio di quanto potrebbe valere il proseguimento del progetto per completare un processo di crescita e di stabilità della Spal in serie A. Ma che è pure consapevole del forte interessamento di altri club, e che il momento per compiere un ulteriore salto individuale può essere questo. Ma se l’alternativa è un’altra squadra che in primis dovrà lottare per la salvezza, allora perché lasciare la Spal? Se invece lo step fosse quello dell’Europa League, il discorso ovviamente cambierebbe. Tutto, o molto, dipenderà dal valzer delle panchine, legato a cosa farà Sarri a Napoli. Se il tecnico andrà altrove, quale sarà la scelta di ADL? Fosse Giampaolo, ecco che Semplici alla Sampdoria diverrebbe più di un’eventualità. Però se a Napoli dovessero ingaggiare Simone Inzaghi, con l’italo-tedesco... Tedesco alla Lazio, tutto cadrebbe. L’Udinese? Ieri sera il summit per decidere il futuro di Tudor, ma in caso di separazione con il croato i friulani garantiranno il ritorno alla politica del passato e proporranno un basso cabotaggio come quello dell’ultima stagione? E il Sassuolo? Si affiderà a De Zerbi? A Prandelli? Cederà i restanti pezzi da novanta o farà investimenti lungimiranti? Semplici è accostato anche al Bologna, dove Donadoni è inviso a parte della piazza: separazione possibile. Per capire se e come si verificheranno questi incastri servirà ancora un po’ di tempo. La Spal, giustamente, non può permettersi di arrivare lunga. Entro la settimana l’incontro probabilmente decisivo.

La Spal ritiene che l’allenatore sia l’uomo giusto per salire un altro gradino? Semplici pensa di poter far crescere ulteriormente la Spal? Se entrambe le risposte saranno affermative, ovvio che il rapporto proseguirà. Ed è quanto si augura la piazza. Sarebbe la quarta stagione consecutiva (dall’inizio, oltre al subentro dell’8 dicembre 2014) con Semplici in panchina. Nella storia solo Antonio Janni ha fatto meglio (dal 1949 al 1954) e Francesco Petagna ha avuto tale percorso (subentro - nel 64/65 - poi quattro inizi filati dal 65/66 al 68/69).

Ieri, intanto, l’ex tecnico spallino Gianni De Biasi ha dichiarato: «È un risultato straordinario quello conquistato dalla Spal: salvarsi da neopromossa è un’impresa. Se Semplici dovesse cambiare lo farebbe per provare un’esperienza nuova. Lascerebbe da vincitore, dopo due promozioni e una permanenza nella massima serie. Un po’ come successe a me a Modena. Sono innamorato dei colori biancazzurri, credo di avere fatto bene a Ferrara all’inizio della mia carriera e credo che lì potrei fare bene anche verso la fine della mia avventura da allenatore».

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