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Garutti, un re del panno verde E Mirabello lo premia

Garutti, un re del panno verde E Mirabello lo premia

MIRABELLO. A Mirabello vive Michele Garutti, 33enne neo vincitore insieme agli altri membri del suo team di Ferrara del campionato nazionale Lega Master di biliardo, finali che si sono svolte a San...

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MIRABELLO. A Mirabello vive Michele Garutti, 33enne neo vincitore insieme agli altri membri del suo team di Ferrara del campionato nazionale Lega Master di biliardo, finali che si sono svolte a San Cesario. Mercoledì sera, nella sala della giunta, l’amministrazione comunale ha voluto rendergli omaggio per sottolineare il prestigio di avere tra i propri cittadini uno dei campioni del torneo. Presenti, oltre all’assessore allo sport Mirco Marani, il sindaco Roberto Lodi e l’assessore Matteo Malagutti.

«Per noi - ha sottolineato Marani - è stato doveroso omaggiare Garutti. L’amministrazione è orgogliosa e ci sembrava giusto dimostrarglielo».

Una bella storia di riscatto quella del mirabellese soprannominato “Mitraglia”, che nel 2013, a causa di un incidente con la moto, ha rischiato di perdere la gamba destra. Dopo 186 giorni di ricovero, tra cui 41 in rianimazione, e 44 interventi, il giovane campione è riuscito a risollevarsi ricominciando a giocare. Per Garutti, il biliardo, è sempre stato una grande passione. Fin dai tempi in cui, appena sedicenne, aveva iniziato a frequentare il Bar Italia di Mirabello, cominciando a tirare le prime palle con gli storici giocatori del luogo. Una passione proseguita successivamente sui tavoli del bar Star City di Ferrara, luogo nel quale Michele ha affinato la sua tecnica e iniziato a partecipare a tornei di rilevanza nazionale.

Queste le sue parole: «Ringrazio Mirco Marani e tutta l’amministrazione per avermi invitato e per avermi reso omaggio. Ci tengo molto a ringraziare coloro che hanno reso possibile tutto questo: il chirurgo Savino Occhionorelli, persona splendida e grande professionista che mi ha letteralmente salvato la vita; la mia famiglia, con mio fratello Giacomo e mia madre Alessandra che mi sono stati vicino nel momento più buio, sacrificando molto del loro prezioso tempo per donarlo a me; la mia compagna Eleanna e il mio bimbo di 17 mesi Peter, che negli ultimi anni mi hanno accompagnato e dato forza; infine a tutti quelli che mi sono stati accanto in questo percorso. È una grande soddisfazione aver raggiunto questo obbiettivo nonostante le fatiche duramente affrontate».

Samuele Melloni



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