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Magic Mike saluta «Il mio cuore è tutto per il super Kleb»

Magic Mike saluta «Il mio cuore è tutto per il super Kleb»

Basket A2. Hall è tornato negli States e ringrazia Ferrara Tra cappellacci, premi e un anno in cui è stato il migliore

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FERRARA. “Grazie Ferrara”. Dagli States, dove ha appena fatto ritorno, Mike Hall saluta il mondo Kleb e traccia il bilancio della stagione. Per lui, favolosa: chiusa a oltre 16 punti e 9 rimbalzi in regular season e a 15,5 punti e 9,5 rimbalzi nei playoff. Cifre che hanno fatto ottenere all’ala della Bondi il titolo di miglior straniero del campionato.

Mike, dopo diversi mesi ha finalmente rivisto la sua compagna e suo figlio.

«Ho amato ogni giorno a Ferrara, ma il mio cuore è felice di essere con la mia famiglia. Mi piace giocare a basket con mio figlio».

Bilancio della stagione. Avvio non facile, cosa è mancato?

«Avevamo solamente bisogno di tempo per sentirci a nostro agio. Eravamo una squadra nuova. Quindi avevamo bisogno di qualche mese per crescere. Inoltre abbiamo perso Erik Rush per infortunio: all’inizio ci sono mancati il suo apporto e il suo talento».

Da metà gennaio è cambiato tutto. Qual è stata la scintilla del cambiamento?

«Le squadre con veterani avranno sempre più successo nel girone di ritorno. Abbiamo imparato dagli errori che abbiamo commesso nei primi mesi e abbiamo iniziato a giocare con più sicurezza nei nostri mezzi».

Obiettivo playoff doveva essere, playoff sono stati.

«Ci sono stati molti momenti difficili all’ inizio della stagione, ma non abbiamo mai mollato. Coach Bonacina non ha smesso di credere in noi. Il presidente Bulgarelli non ha smesso di sostenerci. È stato molto importante. Abbiamo continuato a lavorare, a combattere e a giocare con il cuore: alla fine abbiamo centrato il nostro obiettivo».

Andate a Scafati e perdete le prime due gare. Lei disse: “A Scafati ci ritorneremo per gara 5”.

«Abbiamo creduto, dopo la prima partita, che eravamo la squadra migliore. Gara 1 e 2 sono state molto strane per tante ragioni, ma avremmo dovuto vincerle entrambe. Quindi abbiamo avuto la certezza che con l’energia dei nostri fan avremmo vinto gara 3 e 4. La quinta sfida è stata la ragione per cui sono venuto a Ferrara: adoro i momenti così».

Ecco, gara 5: fra le migliori della stagione...

«Gara 5 è stata bellissima. Arrivi in un palasport caldo come nemico e lo lasci come vincitore. Nelle gare difficili come quelle devi controllare le tue emozioni e fidarti di tutto il lavoro che hai fatto durante l’anno. Tutti sono stati carichi, dal diesse Pasi a coach Bonacina, dal preparatore Braida al massaggiatore Giovanardi, chiudendo con il “Doc” Capozza, fino all’ultimo giocatore della panchina. E’ stato un grande momento per un grande gruppo di uomini».

Poi Treviso. Troppo forte per questa Bondi?

«Alcune squadre sono create per i playoff, con otto, nove, dieci buoni giocatori. Dopo la sfida a Scafati è stato molto difficile ricaricare le pile per Treviso. Mentalmente eravamo pronti ma giocare cinque partite fuori casa in due settimane è stato difficile fisicamente. Sono molto contento dell’energia mostrata in gara 3 contro la De’ Longhi».

L’abbraccio finale con i tifosi è fra le fotografie più belle dell’intera stagione.

«I fan sono il motivo per cui giochiamo. Senza il tempo che i sostenitori sacrificano, i soldi che spendono per comprare i biglietti e l’energia che danno ogni domenica, non siamo nulla. Cerco di mostrare sempre il mio amore per i tifosi e spero che sappiano che ho giocato con tutto il mio cuore».

Parliamo della sua stagione?

«È stata una stagione divertente. I premi e le statistiche non sono importanti per me. Ricorderò i momenti divertenti che ho condiviso con tutti i compagni di squadra e le persone a Ferrara. Sono felice di aver mostrato a tutti in Italia che posso ancora giocare ad alto livello».

Leadership, punti, rimbalzi: che cosa si sente di aver dato di più in questa stagione?

«Direi la calma. Cortese era il nostro capitano e Fantoni era il nostro guerriero. Penso di aver provato a sopportare tutta la pressione nei momenti difficili perché ho maggiore esperienza. Abbiamo avuto un grande gruppo, con personalità che si incastrano come un puzzle».

Fra qualche anno che cosa ricorderà dell’esperienza a Ferrara?

«Ricorderò una grande città, con grandi persone. Non dimenticherò l’andare in giro per il centro e parlare con tante persone di Ferrara. Ricorderò il camminare in palestra la domenica sapendo che avremmo vinto con l’energia dei nostri tifosi alle nostre spalle. Ricorderò gara 5 a Scafati, guardando i nostri tifosi che avevano fatto un viaggio infinito, garantendo loro che avremmo vinto. Ricorderò una grande società e dei grandi allenatori che mi ha trattato molto bene e hanno reso il mio tempo a Ferrara molto speciale».

Vuole salutare città e tifosi? «Ringrazio ogni persona dentro e intorno alla società, ogni sostenitore che è venuto in palestra la domenica per darci energia, ogni ristorante con gli straordinari cappellacci con la zucca».

Lorenzo Montanari

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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