Diritti, ultimatum della Lega di A a Mediapro
Respinta la caparra di 186 milioni, i club vogliono entro sette giorni la fidejussione da 1,2 miliardi
ROMA . Fuori i soldi entro 7 giorni o l’accordo è rotto. La Lega calcio vota all’unanimità la delibera che concede un’altra settimana a Mediapro (l’agenzia spagnola che a febbraio ha vinto il bando per rivendere i diritti tv) che non ha versato la fideiussione di 1,2 miliardi di euro chiesta dai presidenti come garanzia del contratto. Ha dunque prevalso la linea dura, sostenuta dal presidente designato della Lega, Gaetano Miccichè, e dal commissario, Giovanni Malagò, secondo cui Mediapro non si è dimostrato un partner affidabile. A nulla è servito il tentativo degli spagnoli che avevano offerto 186 milioni di euro: un'ulteriore caparra da aggiungersi ai 64 milioni già versati.
Niente da fare: la Confindustria del pallone (capeggiata da Roma e Juve) reclama l’intera fideiussione che Mediapro non ha presentato a causa del ricorso presentato da Sky e accolto dal tribunale di Milano che ha bloccato sul nascere il bando che gli spagnoli avrebbero dovuto indire. Presentandosi come intermediario la società catalana ha ottenuto dalla Lega i diritti per il pacchetto global, le 380 partite all'anno che può trasmettere su ogni piattaforma. Immediate le proteste di Sky, sconfitta per aver presentato un'offerta inferiore, che aveva denunciato il fatto che l'offerta spagnola era da considerare inammissibile in quanto presentata in realtà da «un vero e proprio operatore della comunicazione».
Secondo quanto ricostruito durante la discussione il vice commissario della Lega, Paolo Nicoletti, ha sottolineato che la garanzia presentata da Mediapro era condizionata alla piena commerciabilità dei diritti tv e alla realizzazione del canale, uno scenario - ha aggiunto l'avvocato - con alti livelli di incertezza per i club. Il consigliere della Roma, Mauro Baldissoni avrebbe addirittura chiesto di mettere a verbale che il club giallorosso si sarebbe riservato di chiedere i danni, non solo a Mediapro ma anche a chi avrebbe impedito alla Lega serie A di poter di nuovo disporre dei diritti.
Una minaccia che avrebbe definitivamente convinto i club più incerti (bastavano 12 voti su 17, alla fine hanno votato tutti compatti) a schierarsi per la delibera-ultimatum. Cosa accadrà adesso? La Lega provvederà a rimettere su mercato i diritti tv del campionato con trattative private (lo ha preannunciato Miccichè), con Sky pronta a tornare in gioco con una offerta, in tandem con Perform, di 950 milioni. Il tempo però stringe: il campionato inizia il 19 agosto prossimo, serve un bando nuovo di zecca e Mediapro, che si prepara a fare ricorso, potrebbe inceppare la strategia della Lega e i ricavi delle società.
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