Spal, Semplici da applausi. Domani l'intesa
C’è anche il giorno. Con esattezza. Giovedì. Domani, quindi. È questa la scadenza temporale per il decisivo incontro tra proprietà e dirigenza della Spal
Allora, c’è anche il giorno. Con esattezza. Giovedì. Domani, quindi. È questa la scadenza temporale per il decisivo incontro tra proprietà e dirigenza della Spal e mister Semplici. Sul tavolo l’accordo per il proseguimento del rapporto tra le parti, a spazzare via tutti i dubbi che aleggiavano ancora a dispetto del contratto che lega l’allenatore al club per un altro anno, fino al giugno 2019. Ormai possiamo togliere anche il condizionale. Le certezze sono andate aumentando di giorno in giorno. Semplici resterà alla guida dei biancazzurri. A confermarlo/ribadirlo, dopo le indicazioni date qua e là nei giorni scorsi dallo stesso trainer, è stato proprio il mister. Tra le altre cose è giunta anche un’intervista alla Gazzetta dello Sport nel corso della quale il tecnico ha affermato: «Il mio percorso qui non è finito. Se non succedono cose impensabili, resto».
L’indicazione
Non è un annuncio ufficiale ma è un’indicazione netta, molto precisa. E cose impensabili a rigor di logica non accadranno. Semplici si appresta dunque ad entrare nella storia della Spal, ancor più di quanto non abbia già fatto fino adesso. Il suo posto nell’Olimpo biancazzurro è già assicurato. Per conquiste, per presenze, per longevità, per l’amore (ricambiato) che Ferrara biancazzurra - che Ferrara tutta, oseremmo dire - gli dimostra. Proseguendo l’esperienza sulla panchina della Spal, Semplici sarà alla sua quinta stagione consecutiva in biancazzurro, la quarta dall’inizio. Nella storia, solo Antonio Janni e Francesco Petagna possono vantare qualcosa del genere. Janni, cinque campionati pieni, dal 1949 fino al 1953/54, con un 4º posto in B, una 1ª piazza sinonimo di storica promozione in A, e tre salvezze consecutive nella massima categoria, con il corredo anche di un 9º e un 8º posto. Petagna, subentrato alla 10ª giornata del 1964/65, vanta il ritorno in A, due salvezze, una retrocessione, l’esonero dopo la 4ª giornata di serie B nel 68/69. Dunque, tre stagioni piene dopo quella d’insediamento in corsa, più l’inizio di una quinta annata (oltre al ritorno nel 75/78 con esonero dopo la 13ª).
Presidentissimo
Il presidentissimo Paolo Mazza, in una vecchia intervista (dopo la sua uscita di scena), definì proprio Janni e Petagna i migliori allenatori da lui avuti alla Spal. E dire che ai suoi ordini c’erano stati anche Gibì Fabbri e Mario Caciagli, probabilmente i più idolatrati in assoluto dal popolo biancazzurro. Ma quello con Fabbri è sempre stato un rapporto d’amore-odio, con Mazza che nutriva una certa idiosincrasia alla schiettezza di Fabbri, uno che non si piegava ad imposizioni tecniche. Per Gibì diversi vai e vieni dalle giovanili alla prima squadra, con sole 13 presenze e due esoneri alla guida dei titolari (due scudetti con De Martino e Primavera). La gloria, Fabbri, l’avrebbe conquistata per davvero con le consecutive promozioni dalla C2 alla B del 90/91 e 91/92, diventando/restando per sempre un’icona biancazzurra.
Quanto a Caciagli, sua la Spal forse più bella in assoluto, quella della grande rimonta del 72/73 e della trionfale promozione in B. Quella che resterà per sempre la Spal del sor Mario. Mazza lo esonerò dopo la 15ª giornata del secondo campionato cadetto. E Caciagli tornò, per tre stagioni piene (con una nuova promozione in B e due bei campionati cadetti), quando “Il” presidente era già stato deposto. Ma chissà cosa avrebbe dichiarato Mazza se alle sue dipendenze avesse avuto anche Semplici. Probabilmente lo avrebbe inserito nel novero dei migliori, alla luce di continuità e risultati: il 4º posto in Lega Pro l’anno del subentro, poi promozione in B e conquistata della Supercoppa di Lega Pro, quindi la trionfale ascesa in A, infine la salvezza. E adesso la storia chiede che si scriva un nuovo capitolo.
Semplici è fiorentino, come lo era Caciagli. Il sor Mario coronò il sogno di giocare nella Viola; Semplici - tifoso dichiarato - ha avuto una carriera da giocatore che non lo ha portato a realizzare quel desiderio, ma della Fiorentina ha allenato per anni la Primavera. Caciagli era toscano dalla battuta pronta ed affilata, dalle frasi apparentemente minimaliste («Qui si brinda ad acqua minerale...»; «Abbiamo messo fieno in cascina») ma rimaste nella memoria, mentre Semplici è un fiorentino poco aduso a parole graffianti. Sono accomunati dalle origini e dal curriculun vincente alla guida della Spal. Ma Caciagli i capitoli gloriosi li ha scritti in C, quelli belli in B. Fabbri ha fatto delirare nelle annate di C. Semplici non ha vinto solo la terza serie, si è imposto anche al piano superiore, quindi ha consentito e consentirà di parlare di serie A. In questo è più vicino a Petagna a Janni. Potrà fare meglio?
Ambizioni
Più che tenere ancora la Spal in A, sarà probabilmente molto difficile. A cosa si potrà ambire? A fare strada in Coppa Italia? Ad avvicinare un piazzamento Europa League? Servirebbe un percorso all’Udinese, al Chievo, all’Atalanta. Ragionevolmente difficile, non impossibile. Ma è sempre meglio restare con i piedi ben saldi a terra, e pensare innanzitutto ad un consolidamento in serie A, ad una permanenza senza patemi esagerati. In tutto ciò, sì, la missione di Semplici non è terminata. Ma gli dovranno anche essere dati i mezzi per poter alzare l’asticella.
Il top
Intanto, cosa dicono le cifre? Ci dipingono questa graduatoria di presenze sulla panchina della Spal, in sole gare di campionato: Caciagli 198; Janni 190; Petagna 140; Semplici 136; Fabbri 108. A Leonardo Semplici manca dunque pochissimo per entrare nella Top 3 e arricchire così il suo ruolino di marcia. Di sicuro c’è che negli ultimi 38 anni nessuno ha fatto meglio come longevità. E nessuno addirittura negli ultimi 64 a livello di risultati. Una storia del genere non poteva interrompersi, anche se il corteggiamento altrui (Bologna e company) è stato seducente, e tentatore. È altrettanto evidente che Semplici è giunto ad una tappa fondamentale del suo percorso professionale, quella dell’ulteriore salto di qualità. Ma restando alla Spal si mette in gioco, accetta la sfida. Affascinante. La prima Champions (a ciò equivale la salvezza raggiunta) può essere seguita da... un’Intercontinentale (una permanenza più comoda, appunto). Ne uscirebbe ulteriormente valorizzata la Spal, ne uscirebbe ancor più considerato l’allenatore stesso.
Tratti caratteristici
Garbo, misura, competenze, studio, capacità di gestione, impronta sulla squadra. Sono solo alcuni dei tratti caratteristici di mister Semplici. A Ferrara gira in bicicletta tra la gente, la sera della Mille Miglia lo hanno salutato a centinaia. Lo riconoscono, lo incitano, qualcuno lo ferma. Mai con invadenza. La città è speciale, ama in maniera totale ma senza opprimere. Lui è persona di rara sensibilità umana, capace di profondi gesti d’affetto e amicizia. La cornice e il quadro. E non crediamo che i risultati condizionino tutto. In quest’ultima stagione, quando l’andamento era negativo, la nazione biancazzurra non ha voltato le spalle al proprio comandante ed alla truppa. Anzi, tutto il contrario. Per questo crediamo che non ci sia il pericolo dell’usura. È giusto che la Spal e Semplici vadano avanti insieme, non c’è soluzione migliore per continuare ad alimentare il fuoco dell’entusiasmo, della fiducia, della passione biancazzurra. Domani i dettagli di questo nuovo, atteso, capitolo.
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