Spal, idea per l’attacco: rilanciare Babacar. Intanto sonda Thereau
Il senegalese rimane sempre un pallino del tecnico biancazzurro. Al Sassuolo non ha brillato, Ferrara la piazza giusta per il riscatto
FERRARA. C’è chi sogna in grande e chi insegue un sogno. Mario Balotelli, novello revenant del pallone, in questi giorni di calcio internazionale viene associato al Parma. Una neopromossa che coltiva il colpo a sensazione, ma che forse sarà meglio provi ad occuparsi del rinnovo del contratto del bomber Emanuele Calaiò. I ducali accarezzano quello che dovrebbe rivelarsi un ballon d’essay: un palloncino destinato a sgonfiarsi in fretta. Perché il procuratore Mino Raiola ha progetti ben più da vetrina per il suo “SuperMario”: si parla del Marsiglia. Difficile, insomma, che Balotelli torni in Italia, tanto più in un club che - presumibilmente - la prossima stagione lotterà per salvarsi. Ma tant’è, la voce gira e nessuno la smentisce. La Spal ha invece nel cuore l’idea di ritentare l’assalto ad un vecchio pallino di mister Semplici: El Khouma Babacar. Sono almeno due sessioni di mercato che i biancazzurri corteggiano la Fiorentina per usufruire delle prestazioni di un talento che si sta un filino perdendo. Nella Viola baby l’attuale tecnico spallino ne aveva apprezzato il talento, la forza fisica e le potenzialità. Il dg Vagnati l’ha cercato la scorsa estate e anche a gennaio, quando infine Babacar andò al Sassuolo. Nell’ultimo giorno di liste aperte. E alla corte neroverde non è stata una gran abbuffata con mister Iachini: spiccioli di partite (9), una marea di panchine e due gol miserelli. Il Sassuolo ha l’obbligo di riscatto (9 milioni di euro) ma quasi certamente non lo terrà. Figurarsi se poi dovesse rimanere Iachini. E siccome a Ferrara, invece, Semplici rimarrà ecco che quel feeling antico e mai sviluppato a livello professionistico potrebbe riannodarsi.
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La Spal può spuntare un prestito, conscia di poter rivitalizzare questo ragazzone di 25 anni. Anche il Sassuolo potrebbe avere convenienza: El Khouma va rilanciato. Ah, sul calciatore ha sondato il terreno anche il Chievo. Se il senegalese rappresenta la gioventù cui va iniettata fiducia, il francese Cyril Thereau è l’esperienza che va rinvigorita con le motivazioni. Ne sa di battaglie salvezza (124 match e 26 reti al Chievo, 108 gare e 35 sigilli all’Udinese) e quando ha cercato un salto di prospettiva (Fiorentina) è andata malino. Può fare la prima e la secona punta, buon dribbling e senso del gioco. Potrebbe essere un’alternativa ad Antenucci, qualora “Anteseven 7” dovesse trovarsi nell’esigenza di rifiatare nel corso della prossima stagione. Nel frattempo, giusto per avere più carte nel mazzo al momento di dover poi andare a “vedere” il banco, Vagnati tiene monitorata la posizione del perugino Davide Di Carmine, un lupo non di primo pelo (trentenne) ma padrone del gol nella serie cadetta: Frosinone, Cittadella, Perugia... E visto che chi fa centro in B, poi talvolta nella massima serie il vizio lo conserva (vedi Antenucci) fare un pensierino al rapporto qualità-prezzo potrebbe non essere azzardato.
Se il ballo delle punte è quello che notoriamente attira maggiormente gli appetiti dei tifosi, il centrocampo è la porzione di campo dove si costruiscono gli equilibri. Negli ultimi giorni rimbalza prepotente l’interesse spallino per il solido finlandese Perparim Hetemaj a fine contratto col Chievo e - dopo sette anni in gialloblù - assai desideroso di cambiare aria. Non è uno di poesia, ma con lui ed Everton Luiz (senza trascurare Kurtic) mister Semplici può sentirsi con le spalle al coperto almeno alla “voce” frangiflutti.
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Ecco, Mister Easy. Oggi, come s’è lungamente riportato, dovrebbe essere il giorno dell’annuncio ufficiale che le strade tra la Spal e il tecnico proseguiranno. A dire il vero in questi giorni non è che sia regnato il silenzio tra società e Semplici. Il contratto c’è, le prime riflessioni di mercato scorrono da parecchi giorni. Diciamo che c’è appena da dare un segno tangibile alla ripartenza: chiudere il percorso culminato con la splendida salvezza e riaprire un nuovo quaderno. Dice, il presidente Mattioli: «Noi vogliamo che Semplici rimanga con noi. Non c’è nessun motivo per separarci». Argomenta, Semplici: «Il mio percorso a Ferrara non è finito». Cose impensabili non si preannunciano e l’esperienza accumulata quest’anno (in fase di costruzione e gestione della squadra) è un tesoretto da non disperdere. La favola dovrebbe proseguire.
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