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Basket serie A2. Il Kleb sta decidendo il futuro

Basket serie A2. Il Kleb sta decidendo il futuro

FERRARA. Fine maggio era la scadenza. Ecco giugno e il Kleb Basket non deroga dalla deadline che s’era prefissato. E così, ieri, lunga nottata per tirare le reti a riva, capire quanto denaro è stato...

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FERRARA. Fine maggio era la scadenza. Ecco giugno e il Kleb Basket non deroga dalla deadline che s’era prefissato. E così, ieri, lunga nottata per tirare le reti a riva, capire quanto denaro è stato raccolto, chi potrà rientrare nella compagine societaria. Insomma: esiste un futuro a Ferrara per la squadra di pallacanestro?

Tra le pieghe dell’incertezza e di uno scenario economico comunque non da sballo, trapela un prudente ottimismo. Fabio Bulgarelli, non più presidente ma pur sempre proprietario, non vuole cedere il titolo e sta adoperandosi per garantire continuità sportiva. Nelle ultime tre settimane raccontano di un Luigi Moretti (direttore generale in pectore) attivo su infinite traiettorie per trovare la quadra. Che, al momento, non c’è. Nel senso che la raccolta risorse qualcosa ha prodotto ma non tanto da poter pensare a programmare con agio. L’imprenditore D’Auria ha aderito, Bondi conferma la sponsorizzazione. Ieri sera a cena anche il vicepresidente Marco Cocchi e, forse, Lallo Vaccarella.

«O si fa l’Italia o si muore» lo slogan con cui i dirigenti si sono seduti al tavolo. Incontro lungo. Lunghissimo. Possibile un atto di coraggio, oltre ad un inevitabile ridimensionamento del budget. Che non vuol dire giocoforza abbassare il livello della squadra. Perché, in fondo, lo zoccolo duro degli italiani avrebbe già un contratto in essere con il Kleb. Risparmiando sugli Usa è pure possibile mettere in piedi un roster accettabile. Oltre al coraggio, servirà un atto di fede. Partire col budget non del tutto coperto poi vedere che accade in corsa. La seconda parte di stagione della Bondi ha dimostrato come a Ferrara uno spazio per la “palla al cesto” c’è, l’attenzione della città non manca.

Se poi Cento dovesse salire, andremmo incontro ad una stagione da fuochi d’artificio: sarebbe derby tutti i giorni. Con i riflettori costantemente accesi sul basket. (m.na.)

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