Scalabrelli le para tutte «Amo dare stimoli nuovi»
L’allenatore dei portieri: sono molto ambizioso e ogni traguardo mi tiene vivo «Meret se non avrà infortuni conquisterà la Nazionale, Gomis una sorpresa»
FERRARA. Nella sua carriera da allenatore dei portieri ha vissuto a 360 gradi la pazzesca escalation della Spal di questi anni, a partire dei tempi grigiorossi della Giacomense. Stiamo parlando ovviamente di Cristiano Scalabrelli. Le sue inconfondibili, a volte dure, ma sempre stimolanti direttive urlate a gran voce si sono propagate nei campi di via Copparo anche in questa stagione, quando ben quattro portieri si sono messi d’impegno sotto gli ordini dell’ex numero uno, tra le altre, di Fiorentina e Cesena.
Mister, con la salvezza è arrivata un’altra gioia…
«È una bella sensazione. Personalmente sono una persona molto ambiziosa per cui ogni traguardo che raggiungo è sempre un qualcosa che mi tiene vivo. Chiaro che riuscire a portare a casa qualcosa di così importante in un palcoscenico come la serie A ha un significato ancor più soddisfacente».
Com’è stato lavorare con ben quattro portieri?
«Numericamente siamo stati come nell’altra stagione perché Demba da aggregato si allenava praticamente quotidianamente con noi, per cui non è cambiato molto. Anzi, credo sia necessaria una figura ulteriore come preparatore per gli allenamenti dei portieri per riuscire meglio in prossimità delle gare nella realizzazione di lavori situazionali, specifici e meno standard. Tutti gli anni cambio qualcosina negli esercizi perché amo dare stimoli nuovi e creare situazioni diverse».
Un giudizio sulla stagione di Meret, probabilmente l’ultima in biancazzurro.
«Alex anche quest’anno, nonostante il primo lungo infortunio, ha dimostrato una volta in più di avere numeri importanti. A mio avviso ha ancora un 40-50% di margini di miglioramento in tutto e per tutto. Stavamo iniziando anche a lavorare sul farlo uscire maggiormente dalla porta, ma purtroppo è arrivato il secondo infortunio. È un ragazzo che ascolta, che vuole migliorare e non vuole accontentarsi. È consapevole di cosa dover fare per poter esprimere le proprie qualità. Un esempio positivo è la partita di Firenze, ha fatto vedere tutti i suoi miglioramenti. Lì c’è stato tutto: dalle parate, alla lettura delle situazioni».
Gomis ha sorpreso anche lei?
«Alfred l’avevo già visto in passato nelle finali Primavera col Torino, a Crotone e poi l’ho seguito a Cesena. È stata una bella sorpresa anche per me. Il ragazzo in serie B era un profilo importante e ci interessava. In serie A doveva dimostrare di poterci stare, soprattutto a livello mentale. Inizialmente aveva qualche lacuna e abbiamo lavorato su determinate cose nonostante lui sembrasse un po’ scettico. Ma una volta presa coscienza, con grande intelligenza si è reso conto che facendo determinate cose aveva dei chiari benefìci. Si è messo a disposzione, è cresciuto, c’è ancora da fare, ma intanto la risposta c’è stata sul campo. La convocazione con il suo Senegal per il Mondiale credo sia la giusta ciliegina sulla torta».
Come si sta evolvendo il ruolo del portiere?
«Innanzitutto si parla sempre più di difensore aggiunto, di una parte integrante per il gioco della squadra. Giocare e gestire la palla diventa fondamentale per avere una superiorità numerica. Usare tanto i piedi e stare alti è l’attuale cambiamento più importante per un estremo difensore moderno che non deve solo pensare a stare tra i pali. Ai miei dico sempre come battuta di uscire da quella linea perché “se cade la traversa ci si fa molto male”. Ma credo sempre che il mestiere del portiere sia in primis quello di parare i palloni. Poi se è capace di far tutte e due le cose, tanto meglio».
Chi sono stati i portieri avversari che l’hanno impressionata maggiormente?
«Non dico tanto nelle partite contro la Spal, ma i nomi che faccio in questo campionato sono quelli di Allison, Handanovic e Strakosha. Ovviamente tengo fuori dalla classifica Buffon perché stiamo parlando del più forte di tutti i tempi e chissà quando ne nascerà un altro così. In ottica Nazionale italiana credo che se Meret riuscirà a lavorare senza infortuni potrà essere davvero un profilo importante. Donnarumma ha uno strapotere fisico importante, ma sta commettendo qualche errore tecnico di troppo».
Quali sono le indicazioni di lavoro per un portiere durante il periodo estivo?
«Ci sono i programmi fisici preventivi sulla forza, sul potenziamento e sul mantenimento, ma tutto diventa più difficile perchè in genere non è possibile lavorare a terra e a livello tecnico». Alessio Duatti
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