Spal da Champions League senza i gol stranieri
Stats Bunker ha stilato la classifica non calcolando i gol dei calciatori non italiani: biancazzurri quarti
FERRARA. Senza i gol stranieri? La Spal si sarebbe qualificata in Champions League. Sì, balza davvero agli occhi la curiosa statistica riportata dal sito specializzato Stats Bunker: se non fossero stati conteggiati i gol dei calciatori non italiani, i biancazzurri avrebbero chiuso l’ultima stagione al quarto posto e tutta Ferrara si sarebbe goduta la musichetta magica delle notti europee.
Questa speciale classifica sarebbe stata vinta dal Sassuolo. Immediatamente alle spalle dei neroverdi si sarebbero piazzate Atalanta, Lazio e Spal. Poi Cagliari e Milan. Mentre Inter e Juventus si sarebbero trovate al sedicesimo e al diciassettesimo posto con una salvezza raggiunta al limite a discapito di Udinese, Crotone e Benevento: le tre retrocesse.
La presenza in vetta del Sassuolo non è una gran sorpresa visto che la società di Squinzi è quella che detiene la percentuale minore di calciatori stranieri (18%) e tra le sue fila troviamo soltanto sette calciatori col passaporto esterno. La Spal di mister Leonardo Semplici, autrice di una straordinaria salvezza che dà seguito al doppio recente salto di categoria, si troverebbe dunque al quarto posto, direttamente qualificata ai gironi di Champions League. La compagine biancazzurra, tra le varie cose, ha potuto contare su un reparto offensivo composto totalmente da calciatori italiani, con capitan Mirco Antenucci (in doppia cifra) miglior marcatore della squadra (11 gol). Il Cagliari, invece, deve la sua fortuna ad un altro attaccante italiano: il gigante Leonardo Pavoletti, autore anch’egli di 11 reti, delle quali ben 9 di testa. Le percentuali di stranieri di Spal e Cagliari sono rispettivamente del 37% e del 33,3%.
La squadra ferrarese ultimamente si è dovuta adeguare alle logiche del calciomercato tenuto conto dell’approdo nel massimo campionato. Tuttavia la società di via Copparo è più che nota alle cronache nazionali per aver sempre puntato sui talenti Made in Italy, magari giovani. Una notizia ricorrente, ma sicuramente non di poco conto in questo periodo storico che vede il numero di giocatori stranieri nel nostro campionato in perenne ascesa. Ne consegue la lenta crescita dei vivai e la carenza di giocatori formati nelle nazionali azzurre, compresa quella maggiore.
In vista dell’imminente finestra di calciomercato vedremo se la politica societaria sarà quella della ricerca di profili italiani di prospettiva o di sicuro valore. È chiaro che anche calciatori non italiani di talento e di garanzia (vedi Gomis, Cionek e Kurtic) sarebbero ben graditi. Ma è un dato di fatto che, ad esempio, i vari Vaisanen, Salamon, Oikonomou, Pa Konate, Dramé non abbiano dato il contributo sperato.
Alessio Duatti
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