La Nuova Ferrara

Sport

casa rossonera 

Più della salvezza, meno gioie Con un finale in calando

Più della salvezza, meno gioie Con un finale in calando

PORTOMAGGIORE. Portuense 8Lo scorso anno era arrivata seconda, cadendo nei playoff. Quest’anno era partita solo con ambizioni di salvezza e intenzionata a dare spazi e visibilità a un gruppo di...

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOMAGGIORE. Portuense 8

Lo scorso anno era arrivata seconda, cadendo nei playoff. Quest’anno era partita solo con ambizioni di salvezza e intenzionata a dare spazi e visibilità a un gruppo di giovani interessanti. Peccato per il finale in calando, con qualche squalifica di troppo, ma per la Portuense è stato un campionato positivo, giocato sempre all’altezza delle avversarie, con difesa di buon livello, centrocampo dall’ottimo possesso palla e attacco meno incisivo di quanto non sarebbe stato necessario. Tuttavia, il bilancio per i rossoneri resta positivo.

Difesa 8. Tre difensori centrali (Seck, Macchia, Curci) con un passato o attitudini da centrocampista, un Nava solido (quando lasciato in pace dagli infortuni). Un portiere affidabile come Biavati. E dodici gare chiuse senza subire reti non sono certo un brutto score. In più, i difensori hanno anche costituito una delle armi più pericolose, sui calci piazzati, in fase offensiva. Nel complesso, un reparto di grandissimo valore, che ha commesso qualche errore e spesso lo ha pagato carissimo, ma che ha proposto un rendimento elevatissimo.

Centrocampo 8. Ha dovuto costruire (e i rossoneri hanno costruito moltissimo), contrastare gli avversari e inserirsi per andare a segnare. Un compito importante, eseguito egregiamente. A parte il sempiterno Braiati e l’altro eterno Saugo, ottima stagione per Bertelli, Maione, il giovane Lazzari, l’interessante Bernardi, l’ordinato Foschini e il solido e lineare Demchenko. Un grande lavoro di gruppo, portato ad alti livelli dalla grande concentrazione.

Attacco 7. Siamo stati tentati, ma non abbiamo abbassato il voto. Mancava un centravanti capace di fare da vertice offensivo, e c’era la consapevolezza di questa mancanza. Corbino, quando ha giocato, è stato ammirevole e con esperienza ha saputo interpretare ottime partite, in cui riusciva a far salire la squadra giocando quasi da solo in avanti, ma non è più, probabilmente, una prima punta testuale, a meno che la sua squadra non si lanci in attacchi apache a pieno organico buttandogli in area cento palloni, e tenendo la palla bassa. Per lui sette gol, ma anche molti assist, rigori presi, punizioni guadagnate. Sette gol anche per Bertelli, nominalmente centrocampista ma ottimo negli inserimenti, e altrettanti per Karapici, con quattro rigori. Proprio attaccante, ripreso per dare incisività al settore offensivo, avrebbe potuto dare di più, anche se non è un attaccante di peso. Bella stagione, poi, per Ochoaosorio (pochi gol, 3, ma volate fulminanti e begli inserimenti) e per il trequartista Pariali. In definitiva, la domanda “si poteva fare di più?” ha come risposta “probabilmente sì”. Ma praticamente tutti hanno dato molto più del massimo di quel che potevano dare.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google