Spal, non è un’illusione Babacar tra gli obiettivi
La società smentisce con forza ma il centravanti senegalese è raggiungibile. Lo vuole il Chievo, però anche i biancazzurri hanno le loro carte da giocare
FERRARA. Gomis; Lazzari, Cionek, Vicari, Felipe, Costa; Everton Luiz, Schiattarella, Kurtic; Paloschi, Antenucci. Al momento, in un ipotetico gioco, la formazione della Spal per la stagione 2018/19 sarebbe questa. Tenendo presente che Poluzzi e Floccari hanno il contratto, e che Salamon è stato riscattato. Meret, Marchegiani, Vaisanen, Simic, Mattiello, Konate, Dramè, Schiavon, Vitale, Borriello e Bonazzoli non resteranno, per un motivo o per l’altro (rientri ai club che ne detengono il cartellino, rinuncia ad esercitare il diritto di riscatto, cessioni a titolo definitivo, prestiti, svincoli).
I nodi principali sono rappresentati dai riscatti di Viviani e Grassi, che la Spal intende trattenere. E per i quali dovrebbe spendere complessivamente 11 milioni e 300.000 euro: 3,3 al Verona per il regista, 8 al Napoli (se i partenopei non accettano di fare sconti) per la mezz’ala. Variabili: la Spal potrebbe rivendere Viviani (Torino, Fiorentina, Sampdoria) dopo averlo riscattato; il Napoli può esercitare il controriscatto per Grassi sborsando 8 milioni e mezzo. Certezze al momento non ce ne sono. Come per Lazzari, che i vertici biancazzurri incontreranno in questi giorni proponendogli un adeguamento contrattuale, per convincerlo a restare. Il laterale non è in preda alla smania di partire a tutti i costi. La Spal dice che o arriva una big, mettendo sul tavolo 18/20 milioni, oppure non cede Lazzari, perchè non ha necessità di vendere a tutti i costi. Giustissimo. Il problema è che i famosi 18/20 milioni nessuna società italiana li tira fuori per un laterale.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.16921961:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.16921961:1650650777/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Di sicuro c’è che trattenendo Lazzari, Viviani e Grassi la Spal metterebbe a segno autentici colpacci, avrebbe una base complessiva solidissima in virtù della capacità di confermare tutti i migliori, ed a quel punto potrebbe agire in maniera chirurgica per inserire gli elementi in grado di far compiere un ulteriore salto di qualità. Uno per reparto: Castan in difesa, Valdifiori a centrocampo, Babacar in attacco. Poi le operazioni di contorno, per completare la rosa.
Sono esempi, certo, ma fondati. Dice: la Spal ha già ammonito, vietato fare il nome di Babacar, guai illudere il popolo. Ok, messaggio ricevuto. Ma perchè dovrebbe essere proibito? Babacar era al Sassuolo, non al Real Madrid. E ora rientra alla Fiorentina, perchè i neroverdi rinunceranno ad esercitare il riscatto (si trattava di un prestito, non di una cessione a titolo definitivo; e non con obbligo, bensì con diritto di riscatto a 9 milioni). «Babacar mi ha deluso», ha affermato il patron sassolese Squinzi. Quest’anno il senegalese vanta cifre del genere: 15 presenze e 4 reti in viola; da gennaio, 9 presenze e 2 gol con il Sassuolo. Babacar non resterà alla Fiorentina (che dal canto suo ridarà Falcinelli al Sassuolo). Lo cerca anche il Chievo. Se era al Sassuolo e se lo vuole il Chievo, perchè la Spal non dovrebbe poter competere? L’attaccante si è svalutato, la Fiorentina dovrà accontentarsi, prestarlo magari con obbligo di riscatto. Babacar resta fortissimo, ma sa che il rilancio passa per il nome e cognome del suo vero grande mentore: Leonardo Semplici. Alla Spal, con il mister, potrebbe tornare quello che non ha disimparato ad essere.
Che la Spal neghi tutto con veemenza, per lavorare liberamente sottotraccia, sì senza illudere nessuno (non perchè l’obiettivo sia proibitivo, bensì perchè le dinamiche di mercato risultano sempre imprevedibili per chiunque), ci sta eccome. Ma non è vero che il discorso... non è vero. Comunque, le alternative non mancano. Giovani e meno giovani. Da Tumminello e Kean a Di Carmine. Che la Spal ha seguito anche ieri in un play off Venezia-Perugia che vedeva all’opera sui due fronti i vari Modolo, Magnani, Gustafson e appunto Di Carmine, tutti elementi soppesati da tempo. Così come in Cittadella-Bari è stato visionato ancora una volta l’attaccante veneto Kouamè. La questione Lazzari. Le tempistiche per i riscatti di Viviani e Grassi (entro il 23). Le premesse al decollo del mercato sono queste, come noto. Per il 7 luglio la squadra non sarà fatta, ma si cercherà di averla il più delineata possibile. Tenendo presente la forta concorrenza per ogni obiettivo, o nome citato: su Romulo anche Cagliari, Sampdoria e Parma; su Kouamè il Chievo; su Silvestre il solito Parma; su Bonifazi ecco Atalanta e Sassuolo. Il d.s. Vagnati è atteso da un bel lavoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
