Borriello: «Rescissione? La trattiamo da gennaio»
L’attaccante ieri era ospite del Consolato italiano a New York e ha detto la sua: «La verità è questa, adesso vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni»
FERRARA. Ennesima puntata della telenovela Borriello. L’altro giorno il presidente spallino Walter Mattioli e il direttore dell’area tecnica Davide Vagnati avevano sottolineato come la Spal si senta totalmente serena in rapporto alla condotta avuta nei confronti dell’attaccante, con i cui legali adesso stanno trattando la rescissione del contratto in vigore anche per la prossima stagione.
La replica
E ieri è arrivata la risposta di Borriello, ospite al Consolato italiano di New York nell’ambito della prima edizione della “Italy Run 5 miglia” in programma a Central Park: «Ho ancora tante motivazioni, ho ancora degli obiettivi. Quello principale è uno - ha detto l’attaccante -, ritornare ad essere un atleta e riprendere a fare quello che ho sempre fatto, i gol. Se prendo in considerazione soltanto la massima serie o se posso valutare anche altre proposte? Devo dire che ho ancora tanti obiettivi in serie A, devo raggiungere quota 100 gol e attualmente sono fermo a 96. Mi piacerebbe comunque uscire a testa alta, se proprio devo smettere mi piacerebbe farlo dopo un’annata positiva, non come quella appena trascorsa, nella quale non sono proprio riuscito ad esprimermi a causa di un infortunio. Il mio futuro? Sono ancora sotto contratto con la Spal, anche se comunque stiamo trattando la risoluzione. E non lo stiamo facendo da due giorni, ma da fine gennaio se proprio vogliamo dire la verità. Quindi vediamo quello che accadrà in questi giorni». Se è da gennaio che si tratta, un motivo ci sarà stato. Alla rescissione crediamo proprio che ci si arriverà, vedremo con che tempi e modalità.
Giocatori sul taccuino
Kouamè? Modolo? Magnani? Gustafson? Di Carmine? Francamente, nessuno di questi ha entusiasmato. Indicati come elementi nel mirino della Spal, l’attaccante del Cittadella, il difensore del Venezia, il centrale, il centrocampista e la punta del Perugia (nel mirino pure di Cagliari e Benevento) sono stati seguiti anche domenica - nelle gare dei play off cadetti (Cittadella-Bari e Venezia-Perugia) - dagli emissari biancazzurri, ma nell’occasione non hanno incantato. I più positivi sono risultati Modolo (sicuro dietro ed anche autore del gol del 2-0 veneziano) ed il subentrato Gustafson (l’unico raziocinante nel Perugia), ma da qui a parlare di rinforzi per la serie A ce ne corre. Certo, una partita non può servire per dare giudizi netti, trancianti, definitivi, però l’occhio è stato catturato da altri giocatori. Chi ha seguito entrambe le partite non può non essere stato colpito da Leo Stulac e Paolo Bartolomei. Indipendentemente dai gol (uno più bello dell’altro) che hanno segnato. Ad impressionare sono stati altri particolari.
Stulac, sloveno, classe 1994, destro, normotipo, alla seconda stagione in Italia, al Venezia, è centrocampista centrale di grande fosforo, sempre al centro del gioco, gran piede, contratto in scadenza (ma pare ci sia una clausola fino al 2019). Su di lui ci sono (anche) Genoa e Bologna, con i liguri avanti nei lavori: l’altra sera in tribuna era presente mister Ballardini. Da notare che l’agente di Stulac è Armin Ruznic, lo stesso dello spallino Jasmin Kurtic, che col direttore Vagnati ha ottima intesa. Ecco, se la Spal volesse compiere un investimento di prospettiva, uno Stulac (o Brugman del Pescara) rappresenterebbe un bel colpo. Come Paolo Bartolomei, toro di centrocampo, mezz’ala, classe 1989, destro al fulmicotone che, gol a parte, ha incantato tutti e non da domenica. Il futuro del Cittadella determinerà gli sviluppi. (p.n.)
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