«Baltur, per vincere serve la squadra»
Vico: gara secca, decide la difesa. Se mi capita l’ultimo tiro...
CENTO. Tempo di finalissima, e il primo nome che balza alla mente non può che essere che quello di Sebastian Vico, ingaggiato un anno e mezzo fa per vincere. Già lo ha fatto indossando due diverse canotte in serie B, stoppando proprio il sogno dei biancorossi all’ultimo secondo di una serie finale del 2016 ai tempi di Forlì. Risorto da un grave infortunio, l’italo-argentino è pronto a prendere per mano la Baltur nello spareggio di sabato a Montecatini, sognare di nuovo il salto di categoria, il suo terzo. Lucido e maturo, sa che sabato non può essere Vico contro tutti: segnare trenta punti e non vincere non servirebbe a nulla.
«Ci giochiamo tutto in 40 minuti, c’è poco da dire - sostiene Vico -: la regola è questa. Abbiamo disputato un grande campionato, ancora meglio i playoff, senza mai perdere una partita, però funziona così. Capita che sbagli la partita secca e perdi tutto quello che di buono hai fatto per un anno. Per noi, come per San Severo, che ha vinto tante partite, una partita e una sola possibilità; due, per la verità, ma adesso dico una. È decisiva, bisogna essere solidi, come già siamo stati nel corso della stagione. Si parte per questa trasferta sapendo che, pur avendo vinto la stagione regolare con largo anticipo e vinto il nostro playoff senza mai perdere, ancora non abbiamo fatto niente. Si decide tutto in 40’».
Si studia e si lavora per affrontare San Severo, forse il cliente più scomodo che potesse giungere del meridione: È una buona squadra, ha dominato il campionato, un po’ come noi. Ci sono giocatori esperti, che ben conoscono la categoria, altri giovani emergenti. Gioca una bella pallacanestro, fa molta transizione. È una finale, non penso sarà una bella partita. Conta vincere, nient’altro. Queste partite si vincono in difesa ed è sempre stata il nostro marchio di fabbrica, sabato deve esserlo ancora di più. Dev’essere la base, il nostro punto fermo. I gironi del sud meno forti? Campi diversi, avversari diversi: è vero e non è vero. Non contiamoci, e poi questa è una finale».
Vico ha già vinto, Cantone ha già vinto, Piunti ha già vinto, Rizzitiello ha già vinto. Chi ben comincia è a metà dell’opera? «Forse abbiamo qualcosa in più dal punto di vista della gestione - continua Vico -, ma queste cose contano e non contano. C’è una partita da giocare. Da loro Rezzano ha vinto la serie B quando era a Brescia; io penso che sarà una partita non bella, ma molto intensa. Siamo arrivati fino qua e vogliamo regalare la vittoria ai nostri tifosi».
Vico sarà ovviamente il sorvegliato numero 1, quello che può inventare la giocata da un momento all’altro. L’uomo dell’ultimo tiro, come accadde quella sera a Forlì contro Cento. E se anche sabato si arrivasse punto a punto, l’ultimo tiro sarebbe ancora responsabilità di Vico? «Non lo so, dipende da come si sviluppa la serata, dipende da tante cose. Non si pensa al singolo giocatore, solo alla squadra. Abbiamo un sogno da realizzare, tutti assieme. Non vince un giocatore, non vince Vico. Spero di vincere, come squadra. Tutti dobbiamo essere solidi. Se poi quella palla la danno a me, intanto spero di essere già avanti nel punteggio».
In ogni caso, l’ultimo tiro sarà suo: c’è da scommetterci.
Intanto, San Severo ha pagato l’ammenda per avere Smorto: quella di Palestrina era la prima espulsione della stagione per il play e quindi i pugliesi hanno potuto commutare la squalifica per un turno in ammenda.
Simone Gagliardi
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