Gargano fra bilancio e saluti «Cus cresciuto, lanciati i giovani»
FERRARA. Con lo spareggio che ha promosso in A il Badia, si è ufficialmente conclusa la serie B e, con essa, la stagione del Cus Ferrara rugby, salvo (anche senza l’aiuto della delibera federale) da...
FERRARA. Con lo spareggio che ha promosso in A il Badia, si è ufficialmente conclusa la serie B e, con essa, la stagione del Cus Ferrara rugby, salvo (anche senza l’aiuto della delibera federale) da neopromosso nel girone più tosto della cadetteria. Il bilancio della stagione lo facciamo con Dario Gargano, che l’anno prossimo potrebbe non essere più il tecnico cussino. C'è la possibilità infatti che Gargano e Massarenti, dopo due anni di lavoro, non siedano più sulla panchina bianconera la prossima stagione. Le cose non sono ancora decise, i contatti con la società sono ancora in corso, ma è una possibilità concreta.
«Questa stagione la considero positiva - dice il tecnico -, forse più di quella della promozione. Dopo una stagione dove abbiamo ricostruito un gruppo, vincendo a mani basse la C1, abbiamo costruito e strutturato un gioco con tutte le difficoltà incontrate, come ruoli quasi scoperti e altri che hanno necessitato di maggior rodaggio. Grazie alla collaborazione con Stefano Secco abbiamo introdotto una videoanalisi di valore, che ha portato a un ulteriore miglioramento. Si è visto più gioco e risultati discreti per la squadra, in una categoria tosta. Abbiamo lanciato parecchi giovani, come Scanavacca, Marchi, Bellunato e Squarzoni, che è stata l'indiscussa rivelazione della stagione. Se le strade dovessero dividersi, ho la sensazione e il rimpianto di lasciare quasi un’incompiuta. Ci siamo messi in gioco parecchio e ci sarebbe piaciuto continuare a lavorare sulla strada del gioco, rivolgendo particolare attenzione ai giovani. Personalmente posso dire che se ho fatto degli errori li ho fatti in buona fede - conclude Gargano - e spero che, indipendentemente dal nostro futuro, le idee introdotte servano a migliorare le cose anche domani: mi sentirei di essere stato davvero utile alla causa. Voglio ringraziare i miei compagni di viaggio Ivan Massarenti, capace di stimolarmi nel confronto e complementare con me sul campo, e Stefano Secco, che col suo approccio analitico ci ha aperto gli occhi su un aspetto importante, inducendoci a correttivi negli allenamenti. Ovviamente grazie anche alla società per aver reso possibile il coronamento di un sogno: aver allenato la squadra di una vita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
