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La notte magica che tutta Cento ha conquistato

di Marco Nagliati
La notte magica che tutta Cento ha conquistato

È il terzo assalto ad una A2 che la città sogna Società, tifo e squadra: non manca nulla

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FERRARA. Bologna si è sempre sentita Basket City, con la sua Virtus e la Fortitudo talvolta a dettare legge nel panorama italiano. Altre a dare vita a duelli meno invasivi nel panorama nazionale ma sempre elettrici nel giardino del capoluogo. Ferrara e Cento, più attente alle proporzioni, hanno sempre evitato etichette autoreferenziali. Eppure, la storia parla anche per il nostro territorio. La Pallacanestro Ferrara (passando per denominazioni varie) gioca a livello professionistico dal 1981. Due campionati di A1, quattordici in cadetteria, infiniti in A2. La Benedetto XIV Cento è nata nel 1964, in oratorio. Subito passione. Più tardi società da campionati veri, professionali. Professionistici. Non è mai salita in A2, ma ci ha provato. E stasera può scrivere la storia. Quella che diventa iconografia.

Ecco, anche le terre estensi e guerciniane hanno radici profonde in questo gioco che è stato inventato da James Naismith nel 1891. Ci sono cultura e tradizioni, competenza e passione. E se c’è una città che merita di tuffarsi nell’A2, nessuna più di Cento. Per il passato e per questa annata dominata e che merita l’ultimo traguardo. In altre due stagioni, la Benedetto è andata così vicina alla massima serie. Nel 2000 contro Scafati (dopo avere eliminato Ferrara) e nel 2001 con doppia chance: prima Bergamo, poi la “solita” Ferrara.

Stasera è la quarta gara della storia biancorossa per entrare nel giardino dell’eden. Pure stavolta ci sarà, eventualmente, un’ulteriore opportunità. Cento si è mobilitata e si riverserà al PalaTerme, ultima tappa di un percorso che gli Old Lions hanno masticato dal primo all’ultimo chilometro. La Baltur è stata costruita con lucida saggezza dal ds Pulidori, cui la società presieduta da Fava ha dato le chiavi tecniche. Pulidori e coach Benedetto, i dioscuri di un progetto che ha saputo essere più forte di infortuni e graffi di streghe maligne. Quando c’è un club con le idee chiare e uno staff competente, ogni ostacolo si può superare. E poi, dai: questo roster è forte. Per davvero. Un mix di esperti e vincenti, di giovani in rampa di lancio.

Oh, San Severo è la più spinosa del lotto: però, il passo ferocemente convincente avuto dai centesi nei playoff, fa pensare che non ci sarà paura stasera sul parquet. Niente paralisi da grande evento. La Baltur è “doveva voleva essere”, perciò non esiste che ci arrivi psicologicamente impreparata.

E se sale, grazie all’ammiraglio Rizzitiello e a satanasso Vico, l’anno prossimo dalle nostre parti andrà in scena un derby lungo un campionato. A Ferrara, proprio ieri, si è chiusa l’era del presidente Fabio Bulgarelli (iniziata nel 2011), a Cento quella di Gianni Fava può arrivare nel punto più alto. Per ora. Che la febbre dei canestri sia con noi.

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