Fava e Pulidori guardano già avanti
Presidente e ds: «Gioia immensa ma ora iniziamo a lavorare per restare in A2»
MONTECATINI (PT). Ha seguito tutta la partita in mezzo ai tifosi, il presidente Gianni Fava. Poi, a qualche minuto dalla fine, è sceso a bordo campo per stare vicino alla sua squadra. Quando è suonata la sirena che ha sancito la storica promozione della Benedetto in serie A si è immerso nell’amore della sua gente. «È una gioia immensa aver raggiunto la promozione. Sembrava che nel terzo quarto la partita ci stesse scappando di mano, ma poi siamo stati bravi a riprendere il controllo. Bravi i ragazzi a reagire alle avversità, mostrando carattere e determinazione. Siamo riusciti a coronare un grande sogno, che la città aspettava da tanti anni e per questo siamo molto soddisfatti».
Ha il sorriso stampato in faccia, il presidente. Sprizza gioia, stringe mani, ha la sciarpa biancorossa al collo. «È stato bello vivere la gara in mezzo ai tifosi, l’avevo già fatto a Firenze, e l’ho voluto ripetere oggi. È stata una forte emozione per tutti i quaranta minuti. Ho sentito tutto l’affetto che i tifosi hanno per la Benedetto, la passione di un pubblico meraviglioso che ancora ringraziamo. Ora riposeremo un paio di giorni e poi ci metteremo subito al lavoro per organizzare la prossima stagione».
Uno degli artefici della promozione della Baltur è senza dubbio il direttore sportivo Andrea Pulidori: «È una soddisfazione grandissima anche perchè è stata una stagione non certo priva di difficoltà. Siamo arrivati alla Final Four senza Benfatto, che è il miglior giocatore del campionato, e con Chiera che aveva problemi ad una mano e non si era allenato. Abbiamo affrontato una squadra molto interessante che probabilmente sarà la terza promossa. Siamo stati bravi a superare le difficoltà del terzo quarto dove qualche decisione arbitrale discutibile ci ha fatto innervosire. Con difesa e talento siamo riusciti a superare il momento difficile e conquistare una vittoria che fa felice la città e questa splendida tifoseria. Sono arrivati in 1100 e ci hanno sostenuto dall’inizio alla fine. Credo che ricorderanno a lungo questa data. E finalmente potranno ricordare una vittoria e non una finale persa. Se lo meritano. Ora inizia il difficile: lavorare per restare in A2».
Mauro Cavina
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