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«Soltanto la Benedetto sa darmi queste emozioni»

di Marco Nagliati
«Soltanto la Benedetto sa darmi queste emozioni»

Fava si dimostra un vincente. Dopo la Centese trionfa anche nella pallacanestro Una disciplina scoperta due anni fa e che lo stimola: sì, mi tiene vivo dentro

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CENTO. «Sa, alla mia età non è facile rivivere certe emozioni. Questa avventura nel basket con la Benedetto mi tiene vivo. Mi dà stimoli, mi impegna. Davvero tutto molto ma molto bello». Gianni Fava, in vista dei 76 anni, è un sorriso e una risata. Da sabato sera è, senza dubbio, figura storica e unica dello sport guerciniano. Presidente della Centese che raggiunse le vette della serie C, massimo dirigente del team di pallacanestro che ha finalmente messo il vessillo sulla tanto desiderata serie A2. Ieri a Cento l’alba è arrivata persin troppo presto tra canti e bevute. «In effetti ho rivissuto le stesse emozioni di quando facemmo festa con il calcio - ammette Fava -; l’anagrafe avanza e non è facile trovare situazioni che ti diano questo tipo di spinta emotiva. Ho scoperto il basket qualche anno fa, mi sta dando gioie inimmaginabili. Mi piace stare in mezzo ai giovani e questa straordinaria partecipazione dei tifosi è una soddisfazione senza pari. Ho vissuto questi playoff in tribuna con loro».

«Il basket mi ha fatto scoprire un nuovo mondo, magnifico. È uno sport difficile, però entusiasmante. Man mano che lo vivo ne capisco sempre di più. E so che le partite non sono mai finite: sabato in finale con San Severo sembravamo in controllo, invece siamo finiti sotto. La reazione è stata immensa: merito a tutti e di tutti. La promozione è il coronamento di un lavoro straordinario di staff tecnico e giocatori». Solo cinque match persi in tutta la stagione: quattro in campionato e uno in Coppa. In Italia nessuno come la Baltur. «Aggiungo che nei playoff non solo non siamo mai stati battuti: abbiamo dominato». Presidente: nati per vincere ma bravi a farlo... «La nostra forza è stata non nasconderci - ammette Fava -, semmai imparare già dall’estate a convivere con la pressione. Nulla è stato scontato e gli infortuni non ci hanno certamente reso agevole il cammino. Abbiamo accettato questa responsabilità perché volevamo la serie A. Quando gli amici mi hanno chiesto, due anni fa, di assumere la presidenza ho accettato perché volevo fare qualcosa per la mia città, che amo molto. Nella Benedetto XIV c’è un consiglio pieno di passione e di armonia. Siamo coesi e lavoriamo bene».

Presidente, avete voluto la bicicletta... Altra risata. «E adesso facciamo i conti con le prime difficoltà. Ma siamo pronti. Vado orgoglioso del fatto che questa società è già strutturata per la serie A2. Come organizzazione siamo preparatissimi. Il nostro obiettivo è andare a sviluppare un campionato dignitoso, senza troppi voli. Le retrocessioni sono cinque, aumentate giusto quando arriviamo noi. Cercheremo di stare lontano dalla zona pericolosa. Nei prossimi giorni allestiremo il budget, poi tutto passerà nelle mani del nostro staff per la composizione del roster».

Pressoché scontate le conferme del diesse Andrea Pulidori e di coach Giovanni Benedetto. Tecnico che l’altra notte è stato esplicito: «Mi sento centese. Questa promozione è figlia di tanta fatica e altrettanto lavoro. Bravi i miei giocatori. Brava la mia gente. Bravi tutti».

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