Voto salvezza, a Bologna a piedi
Ieri 12 ore di cammino per quattro tifosi. E c’è chi è a Capo di Buona Speranza
FERRARA. Il calcio non va mai in vacanza. Ci vanno i giocatori, sì, ma il resto dell’attività continua. Adesso per le società è tempo di mercato. Quanto ai tifosi, loro sono sempre in movimento. In tutti i sensi.
La passione del popolo spallino non conosce confini, fatiche, iniziative. C’è chi viaggia, chi corre, chi cammina, sventolando alto il vessillo biancazzurro. Gli esempi, anche negli ultimi giorni, non mancano.
Iniziamo da una piccola spedizione che s’intreccia con antiche leggende. Il Capo di Buona Speranza, o Cape of Good Hope o - ancora - Cabo da Boa Esperança, in portoghese in omaggio ai grandi navigatori Bartolomeo Diaz e Vasco da Gama che per primi (in anni diversi) lo raggiunsero e/o lo doppiarono. Qui dicono che da sempre, ed eternamente, naviga l’Olandese Volante. Adesso, verso l’estremità meridionale dell’Africa, ha fatto rotta un incallito tifoso spallino, il signor Villi Veronesi, che una volta giunto a destinazione ha srotolato la sciarpa biancazzurra e si è fatto immortalare con orgoglio in un luogo affascinante.
E che dire di chi è rimasto qui dalle nostre parti? Sabato, come noto, un gruppo di tifosi della Spal ha effettuato una sorta di pellegrinaggio, mantenendo fede ad una promessa, compiendo a piedi il tragitto dallo stadio Paolo Mazza fino alla sede della Vetroresina, azienda madre della Spal, a Masi San Giacomo. Ad accogliere i fieri supporters addirittura Simone Colombarini in persona, con la moglie Elisa; predisposto anche un benefico punto-ristoro.
Ieri, poi, un’impresa ancor più estenuante. Alle primissime luci dell’alba un drappello di malati di Spal si è messo in marcia verso... Bologna. Potremmo definirli quattro amici al bar: Melissa, Claudio, un altro Claudio e Massimo. Soliti ritrovarsi in un noto covo del tifo biancazzurro, si erano detti che in caso di salvezza sarebbero andati a piedi fino alla città rossoblù. Una boutade? Poteva sembrare così, ma l’intenzione è stata tradotta in realtà.. La meta potrebbe anche apparire dietro l’angolo, ma non è mica così. Prima parte del tragitto boschiva, quindi affrontabile (si fa per dire...). Dopo quattro ore di cammino il gruppo era a Bentivoglio. Poi il solleone. Qualche opportuna sosta. Pausa pranzo a Castel Maggiore. Alle 16.14 arrivo al quartiere Lame, ancora pochi chilometri ed eccoli in Piazza Maggiore. Poi, tutti alla stazione ferroviaria per prendere il treno e tornare a Ferrara. Missione compiuta. Per la Spal, questo e altro.
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