Diritti tv, tutto a Sky La Rai si consola: salvato 90° minuto
Si chiude la battaglia sulla trasmissione delle gare di calcio La Lega di Serie A incassa 973 milioni, Mediaset protesta
ROMA. Tutto il potere a Sky, ma la Rai si consola salvando 90esimo minuto.
E’ finita come era ormai chiaro da alcune settimane la battaglia dei diritti tv sul calcio: il colosso satellitare del magnate Rupert Murdoch si mette in tasca i due pacchetti principali messi all’asta dalla Lega di Serie A e, grazie a un accordo praticamente certo con Perform (che si è aggiudicata il terzo lotto) per la ritrasmissione di alcune gare (“Mi auguro che si eviti il doppio abbonamento”, le parole del presidente della Lega, Gaetano Miccichè), avrà il monopolio assoluto per il triennio 2018-’21.
La Confindustria pallonara non è riuscita a incassare gli 1,1 miliardi che si era posta come obiettivo nel bando ma ci è andata vicino: arrivano 973 milioni. Una cifra che potrà lievitare di altri 100 se Sky riuscirà a moltiplicare gli abbonamenti concedendo alla Lega parte dei maggiori introiti.
Nel dettaglio, Sky agguanta due pacchetti per complessive 266 partite annue con una offerta da 780 milioni di euro medi mentre Perform ha messo sul piatto 193 milioni annui per l'ultimo pacchetto, quello da 114 match. Sky trasmetterà il match clou della domenica sera e il posticipo del lunedì oltre a due partite del sabato (ore 15 e ore 18) e a tre della domenica (alle 15 e 18).
Perform ha invece il pacchetto con la partita di mezzogiorno della domenica, una della domenica pomeriggio e l'anticipo del sabato sera. I presidenti della Serie A, in totale, si spartiranno 1,5 miliardi in quanto bisogna aggiungere i diritti venduti all’estero.
Dopo la brutale uscita di scena di Mediapro che ieri, dopo aver preannunciato per giorni un fantomatico rilancio di 6,6 miliardi per 6 anni di accordo, non ha neppure partecipato alle trattative private, Sky estende di fatto il suo impero.
Mediaset, che dal prossimo anno non ha neppure la Champions League, è tagliata fuori. E protesta. ‘‘Il bando era assolutamente squilibrato e stiamo già procedendo a richiedere per iscritto agli aggiudicatari dei diritti le condizioni della ritrasmissione dei match per i clienti Premium sul digitale terrestre’’ ha fatto sapere il Biscione.
Mentre la Rai raccoglie le briciole. “Riparte 90esimo Minuto, siamo riusciti a ottenere maggiore elasticità per la trasmissione delle partite in chiaro. Resta l'embargo per il sabato sera” ha infatti annunciato il presidente della Lega Calcio, Miccichè. Una sorta di contentino.
Insomma la Tv di Stato, dopo le proteste, potrà continuare a proporre il più antico e popolare contenitore scongiurando una eventualità inedita: zero immagini in chiaro dei gol se non a tarda notte, ma solo per i tre minuti di diritto di cronaca, all’interno dei Tg.
Resta a terra, come detto il grande sconfitto: Mediapro. Tre giorni fa il Tribunale di Milano ha respinto il reclamo degli spagnoli, confermando gli aspetti critici in materia di Antitrust individuati dall'ordinanza che il 9 maggio, accogliendo le istanze di Sky, aveva di fatto annullato il bando dell'intermediario indipendente. Il quale ha anche perso 64 milioni di caparra, trattenuti dalla Lega.
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