Stasera la Baltur chiude in festa E D’Alessandro ancora sogna
CENTO. Cena di fine anno della Benedetto XIV, stasera, al Golf club di Cento. In un clima di festa il presidente Fava saluterà gli “eroi” di una stagione destinata a rimanere nella storia di Cento....
CENTO. Cena di fine anno della Benedetto XIV, stasera, al Golf club di Cento. In un clima di festa il presidente Fava saluterà gli “eroi” di una stagione destinata a rimanere nella storia di Cento. Non si escludono le prime indicazioni ufficiali sugli obiettivi della prossima stagione di serie A2, che sarà difficile perché senza Pala Ahrcos per parecchi mesi ed in una categoria nuova tutta da scoprire. Con tanti derby, tra i quali quelli con Ferrara e Fortitudo, e nuove sfide all’orizzonte. Stagione che si preannuncia complicata ma tutta da gustare. Così come assapora ancora il trionfo di sabato a Montecatini Lorenzo D’Alessandro. Arrivato a Cento tre anni fa dal profondo nord, giovane e con sola esperienza di C alle spalle. Talentuoso, già nel giro della nazionale. Ma ossa ancora da farsi in categorie senior. Ed ora eccolo in serie A al termine di una annata vissuta alla grande. Da protagonista. Da capitano nei playoff dopo l’infortunio di Benfatto.
«È tutto bellissimo - esclama -, c’è un’euforia unica. Quello che stiamo vivendo è davvero speciale. È andato tutto benissimo, tutto per il verso giusto. Anche se non è stato per niente facile. In finale con San Severo siamo partiti benissimo, concentrati, e infatti il vantaggio stava diventando importante. Purtroppo nel terzo quarto ci siamo innervositi, ed è lì che è uscita la squadra. Abbiamo reagito con freddezza e nervi saldi. Questa promozione ce la siamo andati a prendere, era nostra. Ed è stata meritata».
Il giovane capitano dei playoff è cresciuto diventando giocatore affidabile. Costretto ad avvicinarsi al ferro, vista la statura e l’abilità a catturare i rimbalzi, D’Alessandro ha confermato la capacità di adattarsi a più ruoli all’interno della stessa partita. Resta un’ala piccola, un due metri dal tiro mortifero. E se farà la serie A è in questo ruolo che dovrà migliorarsi per poter avere un futuro nella categoria, vista la presenza di giocatori stranieri, fisicamente più grossi. «Questa stagione mi ha fatto crescere mentalmente. Abbiamo vinto, siamo stati promossi ma è stata una stagione difficile in cui sono successe tante cose: ad esempio gli infortuni. Bisogna essere pronti a tutto, ed è questo che ha fatto la differenza durante la stagione e anche durante l’ultima partita». E come non crescere avendo la possibilità di imparare l’arte della freddezza in campo” da mostri sacri nel vincere i campionati come Vico, Piunti, Rizzitiello, Cantone.
Dalla C alla A in tre anni, cosa c’è nel futuro di Lorenzo. Il suo contratto è in scadenza: «Non avrei mai pensato di fare un salto del genere, io ho sempre sognato di giocare in serie A. Rimarrei, certo che rimarrei. Non ho ancora parlato con nessuno, solo col mio procuratore. Penso sia ancora presto per sapere qualcosa di concreto».
Simone Gagliardi
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