Kleb a D’Auria davanti al sindaco
Basket A2. Parte la nuova era, l’imprenditore è il sesto presidente della storia: «Farò bene»
FERRARA. In questa avventura, dice Francesco D’Auria, c’è il cuore. In effetti, gettarsi a corpo morto nella gestione di una società di pallacanestro richiede una buona dose di passione impastata nel coraggio. Ieri, sala Arengo del Comune di Ferrara, il passaggio di consegne tra il nuovo presidente e Fabio Bulgarelli è stato officiato dal sindaco Tiziano Tagliani. «La giornata segna un momento significativo - chiosa il primo cittadino -: si affaccia all’orizzonte un nuovo soggetto imprenditoriale. Questa situazione irrobustisce il basket in città: abbiamo bisogno di tutte le risorse disponibili».
Da ieri il Kleb Basket non è più di Bulgarelli, che lascia dopo sette anni di gestione. Inizia l’era di Francesco D’Auria: 34enne imprenditore bolognese che gestisce la MF Impianti, trentacinque dipendenti e quattro sedi (Bologna, Ferrara, Modena e San lazzaro). L’atto notarile è fissato per venerdì ma già da giorni il nuovo assetto societario è operativo. Il nuovo massimo dirigente del Kleb porta con sé nel consiglio di amministrazione Marco Miozzi, responsabile finanziario. Del “vecchio” consiglio rimane Marco Cocchi, sempre vicepresidente. Nell’orbita del club Luigi Moretti (presidente 4 Torri, con la quale verrà attivata una collaborazione a livello di settore giovanile) e lo stesso Fabio Bulgarelli che ha garantito un contributo economico e mantiene una quota di minoranza. Rimane anche lo sponsor Bondi.
Venerdì, dunque, dopo le firme dal notaio (il bolognese Jacopo Marin), verrà convocata un’assemblea straordinaria per la ricapitalizzazione. «Accanto alla vecchia proprietà c’è il nuovo, la soluzione più garantista» spiega Cocchi. Dunque, la serie A2 rimane a Ferrara e Francesco D’Auria si fa carico di proseguire nel solco tracciato nel 1981 da Gianpietro Mazzanti. Dopo l’imprenditore argentano sono seguiti Franco Scopa, Pasquale Lauriola, Roberto Mascellani e Fabio Bulgarelli.
D’Auria è il sesto presidente della storia cestistica cittadina e alza il sipario con un mix di entusiasmo e sana prudenza: «Abbiamo un progetto e siamo in grado di affrontare la categoria - espone alla platea -; ora, però, contano i fatti. La nostra crescita deve essere graduale, di certo non siamo di passaggio. Ci tengo a fare bene e voglio trovare un modo per riempire il palazzetto. Sì, voglio portare famiglie e bambini al palasport per far vivere il basket alla città». Prevista l’apertura di uno store del basket in via Garibaldi 19 a Ferrara.
Tanti progetti, una vitalità figlia di esuberanza imprenditoriale che si spera sia il più possibile contagiosa. Porta Marco Miozzi, fidato partner delle sue aziende e adesso anche gran ministro delle finanze del Kleb. Ferrarese, 48enne, il responsabile della cassaforte si professa appassionato da sempre della pallacanestro in salsa estense. «Ci attende un’impresa titanica, però sono convinto che ci toglieremo soddisfazioni». Okay lo slancio ottimista da inizio cavalcata, ma poi servono i denari per dare forma alle idee. Il prossimo sarà un campionato tremendo: zeppo di derby ad alta intensità e coefficiente di difficoltà estremo. Con tre promozioni che ingolosiscono molti team e cinque retrocessioni che ne spaventano tanti altri. Significa che il mercato sarà terribile perché una moltitudine cercherà di rinforzarsi. «Il nostro scudetto è salvarsi» sussurra Luigi Moretti, che di pallacanestro ne ha masticata. Lo stesso obiettivo che l’altro giorno aveva indicato coach Bonacina, lui giovane ma con la medesima interpretazione del futuro. Partire moderati non è un passo indietro rispetto al playoff dell’ultimo torneo, semmai un saggio muovere i primi passi. «Non era così scontato che a Ferrara sarebbe rimasta la A2» enuncia più volte Cocchi. E allora mantenerla, questa massima serie, è già obiettivo importante.
Questa sera (ore 20 al Pala 4T), nell’ambito della sagra Scottadito, la tifoseria avrà modo di far trasparire umori e pensieri. È fissato un pubblico dibattito tra gli appassionati ed i dirigenti del Kleb. La nave è in mare e l’assessore Merli ha il dono della sintesi estrema: «Torna il derby». Intende con Cento. Vuol dire: godiamoci, uniti, questa annata di pura passione.
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