Kleb, Fantoni leader «Aiuterò i giovani»
Ieri la firma. Moglie e figlio felici. Poi cita la chioccia Soragna
FERRARA. «Per i nostri giovani di quest’anno vorrei essere quello che anni fa Matteo Soragna (ex di Biella, Orlandina e Piacenza; ndr) è stato per me: un punto di riferimento dentro e fuori dal campo». È carico, Tommaso Fantoni, da ieri mattina, e per i prossimi due campionati confermato ufficialmente al Kleb (sarà il capitano). Dal Monferrato, dove si sta godendo le vacanze, il centro della Bondi parla di tutto: di lui, della squadra che sta nascendo, del prossimo campionato.
«Sono molto contento di rimanere a Ferrara – dice Fantoni -, resto in un posto dove io e la mia famiglia siamo stati molto bene, dove sono cresciuto come uomo e come giocatore: vorrei crescere ancora con mia moglie Sara e mio figlio Edoardo in questa bellissima città, assieme ai nostri tifosi».
Assieme a lei sono restati anche Panni e Molinaro.
«A livello umano con loro due mi sono trovato molto bene, ho imparato a conoscerne pregi e difetti: ripartiamo da una base di forte amicizia e di forte cameratismo nato in questo anno assieme. Lo ripeto: sono molto contento che siamo rimasti»
All’interno del nuovo Kleb occuperà il fondamentale ruolo di chioccia dei giocatori più giovani.
«Come tutte le squadre, l’idea è quella di ringiovanirsi molto. Dal canto mio sono molto contento di far parte dell’altra generazione: spero di poter insegnare a chi vuole imparare come si affronta un campionato del genere, in una compagine importante come la nostra, in un girone che sarà molto più complicato dell’anno passato. Mi piace questa linea verde, spero che i nuovi arrivi capiscano il valore vero di questa canotta. Ho fiducia nel lavoro del direttore sportivo Pasi. Avere più responsabilità mi rende orgoglioso, sono preparato, sono elettrizzato in attesa di capire che tipo di mentalità verremo a creare. Vorrei che i nostri tifosi avessero fiducia in noi, abbiamo bisogno di ricostruire e di lavorare».
Al Kleb è un’ estate di cambiamenti: D’Auria nuovo proprietario, Moreno e Cortese hanno preso altre strade.
«Anzitutto volevo spendere due parole per quanto quest’anno ha fatto Fabio Bulgarelli: lui è stato molto importante per noi e per la città. Onore a lui, posso solamente ringraziarlo per gli sforzi fatti quest’anno. Moreno e Cortese? Sono due fratelli per me, è un dispiacere, ma il nostro lavoro è fatto di decisioni e scelte, ognuno ha la sua storia. Difenderò il Kleb e di tutto farò per batterli, anche se avrò grande piacere di rivedere entrambi».
Parliamo del girone?
«Ci sarà distacco maggiore tra le prime e le altre. Sono anche dell’idea che in campo si va in cinque e c’è solamente un pallone. Posso fare l’eclatante esempio di Casale Monferrato, che con un progetto di quattro anni, ma con la linea verde, è riuscita ad arrivare a giocarsi la promozione in A. Non dico che noi saremo la Casale del prossimo anno, ma c’è la voglia di fare bene, anche grazie a questi giovani di buone speranze. Mi sono messo nei loro panni quando io avevo la loro età. A quel tempo avevo Matteo Soragna, che è stato per me un maestro di vita dentro e fuori dal campo, spererei – ha chiuso Fantoni - di essere il Soragna della situazione per loro, come del resto che si cresca tutti assieme per arrivare, perché no?, a risultati magari impensabili alla vigilia».
Parole importanti, quelle del nuovo leader del Kleb. Mai come quest’anno diventa fondamentale la presenza di un giocatore dell’esperienza di Fantoni all’interno del roster del giovanissimo Kleb. Che ieri ha ufficializzato la firma (biennale) dell’ala Ruben Calò e che attende quella del play Federico Zampini. Poi mancheranno soltanto gli statunitensi.
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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