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Gabriele Marchegiani da ieri non è più un giocatore biancazzurro Poche presenze ma comunque un legame forte con l’ambiente 

«Trapani e Samp, le emozioni forti Fatico a pensare di andarmene»

Alessio Duatti

l’intervistaL’avventura è nata nell’estate del 2016, con il mondo biancazzurro che riassaporava la serie B, ed è terminata a giugno 2018. Gabriele Marchegiani saluta Ferrara e la Spal. Ragazzo solare,...

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l’intervista

L’avventura è nata nell’estate del 2016, con il mondo biancazzurro che riassaporava la serie B, ed è terminata a giugno 2018. Gabriele Marchegiani saluta Ferrara e la Spal. Ragazzo solare, educato, intelligente, prezioso fuori e dentro il campo. Il clou l’esordio di Trapani quando mister Semplici, privo di Meret e Branduani, decise di lanciare dal primo minuto il giovane portiere romano (1996) che fino a quel momento aveva giocato tra i professionisti soltanto una partita a Pistoia.

Gabriele, le parate, il sudore e la disponibilità hanno fatto sì di meritare i primi minuti di serie A nella vittoria contro la Sampdoria.

«E’ stato il coronamento di un percorso. L’annata è stata complicata perché guardare e non giocare mai è una cosa difficile. Però quest’emozione ha dato un senso a tutti i sacrifici fatti e il gesto nei miei confronti voluto dal mister e dallo staff non era scontato».

Com’è stato essere un portiere della Spal?

«Molto bello. Qui mi sono sempre trovato bene. La società mi fece arrivare a titolo definitivo dimostrando fiducia in me. Ferrara è una città fantastica, i tifosi mi hanno adottato facendomi sentire a casa. La cosa che più mi dispiace è quella di separarmi dai tifosi della Spal e dai ferraresi. Ogni tanto faccio fatica ad accettare l’idea di dover andar via».

I ricordi dell’esordio di Trapani e delle partite giocate dal primo minuto?

«Tutti positivi. Anche perché è stato l’unico periodo in cui ho avuto continuità e a mio parere me la sono cavata anche bene. Ricorderò sempre con piacere la serata di Trapani dove, tra l’altro, è andato in scena il duello a distanza con il portiere avversario Guerrieri con cui ci eravamo già confrontati nella Primavera».

In tempi passati aveva dichiarato di voler essere conosciuto come Gabriele e non solo come il figlio di Luca.

«Mio padre è stato molto bravo a non farmi sentire il “figlio di Luca Marchegiani…”. Papà ha sempre preso le giuste distanze dal mio percorso calcistico pur dandomi consigli e incitamenti come farebbe ogni genitore. A Roma, per esempio, Bruno Conti lo invitava a presenziare anche agli allenamenti ma lui si è sempre defilato».

Com’è stato lavorare con i colleghi Meret e Gomis?

«Ho avuto un buonissimo rapporto con entrambi. Con Alex ho legato molto: è un predestinato e farà una grande carriera. Tecnicamente ha qualcosa in più rispetto a Donnarumma. Gomis mi ha sorpreso tantissimo perché lo ricordavo un bravo portiere ma non pensavo potesse fare una stagione così di livello».

Ora la carriera di Marchegiani dove farà tappa?

«Ancora non lo so, con il mio procuratore stiamo valutando. Onestamente pensavo fosse più facile trovare alcune situazioni che volevo. Vorrei andare magari in serie B, però per giocarmela e non per partire come dodicesimo a prescindere». —

Alessio Duatti

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