La Nuova Ferrara

Sport

Fine contratto, il centrocampista fa le valigie: svuota l’armadietto di via Copparo e racconta come ha vissuto col biancazzurro sottopelle  

Schiavon, una lunga storia di emozioni «Con Spal e curva ho realizzato i miei sogni»

Alessio Duatti
Schiavon, una lunga storia di emozioni «Con Spal e curva ho realizzato i miei sogni»

il salutoSchiavon, la Spal e la gente di Ferrara non si dimenticheranno mai. A maggior ragione ora che il contratto del centrocampista di Piove di Sacco è terminato. Una storia d’amore di quelle...

3 MINUTI DI LETTURA





il saluto

Schiavon, la Spal e la gente di Ferrara non si dimenticheranno mai. A maggior ragione ora che il contratto del centrocampista di Piove di Sacco è terminato. Una storia d’amore di quelle belle, dal vero sapore di filosofia biancazzurra. Schiavon, spallino vero, beniamino di un popolo intero rimarrà per sempre nei cuori dei tifosi estensi. Sì, perché stiamo parlando di una sorta di “Jugador del Pueblo”, un po’ come fu Carlos Tevez per la “Doce” del Boca Juniors. E in una sorta di parallelismo reale, al dodicesimo uomo biancazzurro, Schiavon ha voluto dedicare la simbolica immagine dell’ultima giornata di campionato durante la passerella finale. Mentre tutti i suoi compagni indossavano la t-shirt bianca celebrativa della salvezza, Eros salutava il suo popolo con la maglietta blu della Curva Ovest.

Eros, una cartolina che riassume il meraviglioso rapporto di questi anni tra lei e la tifoseria...

«Assolutamente sì. Negli anni, qui alla Spal, ho avuto un rapporto molto importante con tutti i tifosi e in particolare con i ragazzi della curva che ringrazio anche per lo striscione dedicatomi nell’ultima uscita. Indossare la loro maglietta è stato un enorme piacere e l’ho fatto alla fine del mio ciclo a Ferrara proprio per dare ancor più valore a questa stupenda gente».

La sua vita in biancazzurro si è divisa in due periodi: dal 2006 al 2010 e dal gennaio del 2016 a giugno 2018. Qual è il significato della Spal nella sua carriera?

«Direi che questi circa sette anni sono stati un mattone significativo. La Spal mi ha dato tanto. Così come Ferrara che mi ha dato una moglie e una splendida famiglia. In biancazzurro sono cresciuto davanti a un pubblico straordinario, sono andato a far esperienza in B e sono tornato per vincere come avevo promesso a un paio di amici».

In questa seconda vita estense sono arrivati anche tre gol molto pesanti.

«Li ricordo tutti benissimo. Ad Ancona fu una partita determinante in quel finale di campionato chiuso poi con la vittoria della Supercoppa di Lega Pro (gol di Eros contro il Benevento; ndr). Il sigillo finale di Spal-Novara, però, è un ricordo ancor più bello. Una gioia infinita, tutta la panchina sotto la curva ad abbracciarmi... Fantastico».

Qual è stato il sentimento principale durante quest’annata tra i grandi?

«Ho riscoperto quell’emozione che abbiamo tutti da piccoli quando si sogna di giocare a calcio. Capire di essere un giocatore di serie A è una cosa magnifica. Ci sono i brividi prima di entrare in campo, si parla con se stessi nelle ore e nelle vigilie delle partite ed è tutto bellissimo. A volte mi chiedevo se ce l’avrei fatta e devo dire che fortunatamente mi è andata bene. Sono contento di essermi preso grosse soddisfazioni, come quella di giocare allo Juventus Stadium e di essere riconfermato tre giorni dopo in una partita delicatissima come quella contro il Genoa».

Quattro termini per descrivere la città di Ferrara, i patron Colombarini, il presidente Walter Mattioli e mister Leonardo Semplici…

«Ferrara è una bomboniera straordinaria. I Colombarini sono la rinascita. Il presidente Mattioli è il carisma e Semplici il condottiero».

La partita del cuore di questi anni?

«La mia personale è stata quella che ho citato poco fa contro il Genoa. Ogni tanto me la riguardo e devo dire che al fischio finale mi piace notare la mia espressione di determinazione pazzesca».

Un consiglio alla società e ai compagni per affrontare la prossima stagione?

«La cosa più importante è sicuramente quella di rimanere sempre tutti uniti con il gruppo anche davanti alle difficoltà più dure. La compattezza e l’unione hanno dimostrato di essere realmente la vera forza di questa Spal». —

Alessio Duatti

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google