Spal, per il centravanti c’è la pista slovena La soluzione può essere Beric o Matavz
Petagna è scettico e allora Vagnati guarda ai bomber di Saint Etienne e Vitesse: il primo ha lo stesso agente di Kurtic
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«Ci lavoriamo, ma sarà molto difficile». Parole e musica di Giovanni Sartori, d.s. dell’Atalanta, composte per raccontare l’andamento della trattativa con la Spal riguardante il centravanti Andrea Petagna. E un uccellino, a Bergamo, sussurra: «Il giocatore ritiene che il proprio standard sia superiore alle prospettive biancazzurre, meglio l’Inghilterra». Cioè il Southampton.
Stando così le cose, la Spal continua ad adoperarsi sul dossier del triestino ma - come dicevamo ieri - valuta attentamente le alternative. Il mercato italiano offre pochino, per costi e/o profili, financo concorrenza. Da Babacar a Lapadula, da Perica ai vari Tumminello, Monachello, Diabatè o chi si vuole, nessuno (per motivi diversi) sembra poter fare al caso. Il direttore dell’area tecnica biancazzurra Davide Vagnati guarda dunque all’estero. Non tanto al camerunense Tawamba, del Partizan Belgrado, quanto alla pista slovena. Che propone in particolare due nomi.
Assodato che la Spal cerca un centravanti d’impatto fisico, il primo identikit è quello di Tim Matavz. Nazionale sloveno, 29 anni compiuti lo scorso gennaio, 1.88, un’infelice parentesi genoana nel 2016 (7 presenze e 0 reti), ha più che sufficientemente goleato in Olanda (Groningen, Psv) e più o meno toppato in Germania (Augsburg, Norimberga), prima di rilanciarsi nuovamente in Olanda nell’ultima stagione col Vitesse di Arnhem (16 gol in 34 gare), con cui in Europa League ha pure sfidato la Lazio, castigandola col bersaglio del momentaneo 1-0 nel match d’andata in settembre. Matavz è attualmente in ritiro a Oostenrijk con i gialloneri del nuovo allenatore Leonid Slutskiy, ed ha un contratto in essere fino al 30 giugno 2020. Che possa essere ceduto, ed a quali cifre, è da dimostrare; che la Spal si sia informata è assodato. Pista da tenere monitorata, ma facile facile non è.
Meno complicato arrivare all’altro sloveno, Robert Beric. Più giovane del connazionale (è un classe 1991, ha compiuto 27 anni il 19 giugno), struttura di tutto riguardo (1.88 per 82 chili), a sua volta Nazionale, è stato devastante a casa propria con il Maribor ed in Austria (40 gol in 73 presenze con Surm Graz e Rapid Vienna). Nel 2015 si è trasferito in Francia nel glorioso Saint Etienne e con les verts ha segnato 16 gol in 47 partite. La prima stagione è però stata precocemente interrotta da un infortunio al ginocchio nel torrido derby con il Lione. L’anno scorso è stato prestato ai belgi dell’Anderlecht, dove ha avuto come vice-allenatore l’ex spallino David Sesa. A Bruxelles non si è trovato bene ed a gennaio è tornato al Saint Etienne. Ha trovato una squadra vicina alla zona retrocessione e l’ha portata ad un passo dall’Europa League, realizzando 7 centri in 15 confronti. Adesso il Saint Etienne lo vende, nonostante lo sloveno sia idolo del popolo verde. Perchè? Semplice: Beric non intende rinnovare il contratto in scadenza a giugno 2019, ed i francesi non vogliono correre il rischio di perderlo a zero dal primo di febbraio. È stata avviata una trattativa con i cinesi dell’Hebei Fortune, presto arenatasi. Cifre? Il Saint Etienne chiede 5 milioni, ma per 4 sicuramente lo dà. Siamo alla metà di quanto servirebbe per Petagna. Dettaglio fondamentale in questo quadro: il procuratore di Beric è Armin Ruznic, lo stesso del connazionale nonchè spallino Jasmin Kurtic, e l’agente è in ottimi rapporti con Vagnati. Sarebbe proprio Ruznic a lavorare di fioretto con la dirigenza stephanoise. Beric, che con la Nazionale slovena è stato impegnato fino a inizio giugno, è atteso questa mattina nel ritiro de L’Etrat, il centro d’allenamento dei francesi, sulle alture di Saint Etienne, dove i compagni sono al lavoro già da una decina di giorni. Chissà se e per quanto ci resterà. Tarvisio è ad un passo dalla sua Slovenia. —
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