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Il Kleb gioca d’azzardo coi baby La Baltur è andata sui marpioni

Marco Nagliati; ha collaborato Simone Gagliardi
Il Kleb gioca d’azzardo coi baby La Baltur è andata sui marpioni

Nell’anno delle cinque retrocessioni la Bondi ha ingaggiato giovani. Mancano i due americani e dovranno essere top player

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L’inevitabile si innesca per ora con un confronto indiretto. Poi arriveranno i duelli incrociati sul parquet: derby nel derby. Atteso da una vita in serie A2, il match lungo un anno tra Kleb Ferrara e Benedetto XIV Cento è partito. Subito con qualche graffio, vedi Yankiel Moreno corteggiato dalla Bondi e poi finito alla Baltur. E sognando pure una zampata da ko emotivo, qualora Mike Hall dovesse decidere di rimanere nella seconda serie nazionale ma non a Ferrara. Bensì al fianco del Guercino.



Diciamo che “Michelino” ambisce a dollari e forti progetti sportivi e che, probabilmente, non finirà nè in biancazzurro e neppure in biancorosso. Ma è certo che la Baltur, anche nel ruolo di ala, pescherà un giocatore importante. Finora il mercato di estensi e centesi non avrebbe potuto essere più all’opposto. Ovvio che il percorso si costruisce sul campo, settimana dopo settimana e che “sulla carta” è una semplice considerazione accademica. Però, innegabile, per ora i fan del Kleb sono - diciamo - in un limbo. Un filino preoccupati e in attesa di qualche colpo rinfrancante. Del resto, la partenza è stata così così: via Cortese, ciaone a Moreno. Poi è arrivata una nidiata di giovani, magari di talento e futuribili ma proprio nell’anno in cui le retrocessioni salgono a cinque «il rischio calcolato» (come hanno raccontato su queste colonne i coach Furlani e Finelli) qualche ansia la fa venire. Mancano i due Usa, sui quali verrà gettato il grosso del budget. In passato, va detto, chi puntava a salvarsi non sbagliando gli statunitensi e iniettando un paio di satanassi italiani salvava la pelle. La Bondi ha Fantoni, un Panni il cui impatto da titolare è tutto da verificare. Magnifico sesto uomo di rottura e più guardia che regista, ora atteso ad un ulteriore salto di qualità. Il ds Pasi ha i due colpi in canna a stelle e strisce, quindi si vedrà. Di certo quella panchina tutta giovane richiede ampie verifiche del campo.



Cento, si diceva, ha imboccato un sentiero ben diverso mettendo in conto tre cose: è una matricola e qualche scotto può pagarlo; giocherà sul neutro di San Lazzaro e non nella bombonera del PalaAhrcos; le cinque retrocessioni già accennate che non lasciano tranquilli. Pertanto ha investito sull’esperienza: cestisti col pelo sullo stomaco. Si presume in grado di non sbagliare le partite fondamentali. Se non sarà stagione da decollo, difficile però si trasformi in annata ricca di ambasce. Inoltre coach Benedetto e il ds Pulidori sanno come tenere il timone a dritta. Per tutto il pianeta biancorosso si alza il sipario su uno scenario del tutto nuovo, ma per tecnico e manager lo spettacolo allestito è ben conosciuto.



Una Baltur da corsa, con giocatori di qualità e maturi si sottolinea. Già navigati. Coach Benedetto fa il punto sulla costruzione della nuova squadra biancorossa. Il più è fatto, all’appello manca solo il nome del secondo americano: «La squadra ormai c’è già, costruita con le nostre potenzialità per allestire un gruppo in grado di mantenere la categoria. Non dimentichiamoci una cosa: siamo una neopromossa. Alla fine siamo riusciti a garantirci dei buoni giocatori, ma è stato un mercato davvero difficile. Alla fine gli italiani per ogni ruolo sono 4 o 5, non di più. Con gli americani il problema invece non si pone. Poi è evidente che cerchiamo un giocatore con caratteristiche precise».



Benedetto racconta Mays, esterno con esperienza e punti nelle mani. Ingaggiato per giocare sempre da guardia, suo ruolo naturale. Lo “sport” di playmaker è già affidato a Moreno e Pasqualin. «Mays lo conosco, ci ho giocato contro - spiega Benedetto -. Ha sempre fatto la guardia, tranne un anno in cui è stato utilizzato da play. Da noi farà la guardia, poi è evidente che se ha la palla tra le mani può portarla avanti, un po’ come ha fatto Vico quest’anno. Ha spiccate qualità offensive, segna parecchio. Non è alto ma è veloce: può creare gioco per sé e per gli altri».



Per completare il roster manca il secondo americano, un’ala. «Un giocatore che abbia già la conoscenza di questa pallacanestro - continua Benedetto - abituato a certi metodi e già pronto ad entrare nei nostri meccanismi». Il coach della Baltur tiene particolarmente a voltare la pagina di un libro fatto fin qui di tante vittorie, ma in serie B. Ora è tutto diverso. «Ripeto, siamo una neopromossa: nessuno lo dimentichi. Bene l’arrivo di Chiumenti, giocatore che ci permetterà di recuperare Benfatto; bene Mays, ottimo Reati. Ma non è che gli altri siano rimasti a guardare. Capisco l’esaltazione del momento, ma adesso occorre fare un passo indietro: lotteremo in una categoria difficile che vogliamo mantenere, dove non penso perderemo solo quattro partite come accaduto in serie B. Nostro obiettivo sarà perderne il minor numero possibile in un girone difficile, senza il nostro campo. Le difficoltà sono enormi in un girone sicuramente più forte rispetto all’Ovest e con tanti derby». Per completare il roster, oltre all’americano, resta in dubbio l’ingaggio di un altro under. Il giovane Manzi dovrebbe allenarsi sempre con la prima squadra. —







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