«L’armonia dell’arco spiegata ai giovani A Ferrara c’è la struttura però mancano gli atleti»
l’intervistaBerra . Una grande passione per l’arco e le frecce, più la ricerca di un posto tranquillo e spazioso, ha portato a Berra Flavio Valesella, responsabile tecnico della nazionale italiana...
l’intervista
Berra . Una grande passione per l’arco e le frecce, più la ricerca di un posto tranquillo e spazioso, ha portato a Berra Flavio Valesella, responsabile tecnico della nazionale italiana tiro con l’arco sezione Compound del settore maschile e femminile della Fitarco. Flavio non è nuovo di queste zone, anche se nato in Lombardia. «Sono nato a Lodi - spiega Valesella - ma le mie origini venete mi hanno portato spesso a ritornare in queste zone».
Nel 2005 è entrato a far parte dello staff della Nazionale Italiana, con l’incarico di responsabile tecnico nel settore giovanile e nel 2015 eccolo alla nazionale maggiore. È noto col soprannome di “ release” (rilascio).
«Sono molti i fattori che incidono in un buon tiro, compreso il “rilascio” - spiega Valesella - ma sicuramente il trittico arciere-arco-freccia è quello che maggiormente incide. Le tre cose devono essere in armonia, in sintonia, per avere un tiro perfetto o quasi. Ed è per questo che non bisogna tralasciare nulla ed ogni arciere fa storia a sé».
Come riesce a svolgere il suo incarico?
«Questo è un periodo molto impegnativo, siamo in piena fase di preparazione della Coppa del Mondo: dal 15 al 23 luglio a Berlino va in scena la quarta e ultima tappa di World Cup in cui verranno assegnati gli ultimi posti per le Finali di Samusn».
Tra le arciere che porta con sé c'è anche la ferrarese Marcella Tonioli, di Lagosanto ma da tempo residente in Toscana, già campionessa mondiale del Mix Tim nel 2011 e la Coppa del Mondo individuale nel 2016. Oltre al nazionale lei si spende pure nel locale.
«Ho chiesto ed ottenuto dall’amministrazione comunale uno spazio per poter svolgere qui a Berra questo sport. La palestra come campo al coperto e l’adiacente spazio verde come collocazione estiva sono l’ideale e per questo devo ringraziare l’interessamento da parte del vicesindaco Filippo Barbieri, senza dimenticare l'aiuto dell'arciere locale Davide Capatti. Anche la risposta dei locali è stata buona e siamo riusciti ad avere un bel gruppo. Anche di giovani».
Ma il tempo a disposizione è poco...
«La mia attività mi tiene occupato circa nove-dieci mesi all’anno. Nei restanti mesi, ferie a parte, cerco di proporre qualcosa localmente, qui a Berra ma anche a Ferrara. Devo dire che nel capoluogo ho trovato una situazione paradossale, difficile da capire. L’amministrazione di Ferrara ha messo a disposizione una struttura capace, che ad esempio i vicini rodigini farebbero carte false per averla, ma che è poco frequentata e poco sfruttata».
Mancano atleti?
«Sì, pochi arcieri e una mancanza di ricambio generazionale non permettono di sfruttare al meglio l’impianto ferrarese. Ed è un vero peccato anche perché cosi si rischia di non progredire e non creare quel giusto spirito agonistico». —
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