Spal, un debutto vincente Lazzari e Valoti frizzanti Tamai battuto facilmente
Più che un’amichevole è stato un utile allenamento dopo sei giorni di ritiro Squadra in costruzione e troppo incompleta per trarre conclusioni
TARVISIO (UD)
Buona la prima, per ciò che può contare. La Spal fa il suo debutto stagionale, dopo poco meno di una settimana di ritiro a Tarvisio, e batte in scioltezza il Tamai (serie D), gasando il già elevato tasso d’entusiasmo del popolo salito copioso in Friuli.
La gente è carica a dismisura, e si permette di ironizzare il fresco arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus: «Che ci frega di Ronaldo, noi abbiamo Konate...». La passione non viene frenata dal clima d’allenamento, dalle inedite maglie (da ritiro, nel senso di fase di preparazione) blu con mezze maniche bianche, e dall’ampio cantiere spallino. L’organico è ancora tutto da definire, tra elementi con la valigia in mano e altri che devono necessariamente arrivare. Aggiungiamoci l’indisponibilità, ieri, di Vicari, Schiattarella, Costa e Kurtic. Per i primi due, che già ad inizio preparazione si erano visti a parte o in bicicletta, vien da pensare che i problemi dello scorso finale di stagione non siano ancora stati completamente superati. Oppure è solo precauzione. Quando la Spal accennerà a comunicare, farà cosa buona e giusta. Undici di partenza del tutto inedito, e non attendibile. Con i partenti Cremonesi e Vaisanen titolari in difesa centrale al fianco di Felipe. Tra i pali il neo-acquisto Milinkovic Savic, laterali Lazzari e l’altro nuovo Fares; mediana Everton-Viviani-Valoti. Davanti, Paloschi e capitan Antenucci.
Ritmi lenti ma nemmeno troppo, considerando il periodo ed i carichi. Pochissimi minuti e Spal già avanti: spunto di Lazzari a destra, palla radente, tocco maldestro di un friulano ad anticipare Valoti ed autogol. Spal in totale controllo, possesso palla pressoché continuo. Bis, tris e poker arrivano di conseguenza, con i bersagli centrati da Valoti, Viviani e Paloschi. Indicazioni? Assai relative, come da logica. Consideriamolo giustamente per ciò che è stato: un allenamento. Comunque: manovra sbilanciata a destra, con un Lazzari già frizzante (a sinistra, Fares - inizialmente timido - è cresciuto nell’ultimo quarto d’ora). Valoti, schierato come mezz’ala sinistra, decisamente positivo. Ha falcata, tecnica, dribbling, capacità d’inserimento, segna e propizia. Per adesso, fermiamoci qui. Ah, subitaneamente rapace Paloschi: non lo si nota solo per il biondo platino. Del tutto ingiudicabili i difensori ed il portiere, ma in fondo non poteva essere diversamente. Troppo presto per sviluppare un’analisi critica. Serve pazienza, verrà il tempo delle indicazioni.
Figuriamoci poi che ieri, nella ripresa, si è vista una Spal ancor meno attendibile, cambiata fin dall’inizio per dieci undicesimi (è rimasto in campo solo il partente Vaisanen). Una formazione col solo Floccari e il neo-acquisto Dickmann (schierato però laterale sinistro, lui che abitualmente gioca a destra) del gruppo principale. Figuriamoci dunque cosa si può dire di questo secondo tempo, apertosi con il rigore (fallo di Demba in uscita bassa sull’avversario lanciato a rete) trasformato da Alcantara per il gol del Tamai. Poi la replica spallina avviata da Finotto, attaccante con il trolley già in mano.
Dunque? Eh, lasciamo che la Spal continui la sua preparazione e, dall’esterno, poniamo l’attenzione sull’arrivo degli acquisti di peso che servono per dare altro volto e dimensione alla rosa. Da Petagna in giù, sembra che si sia a buon punto. Attese comunicazioni ufficiali a breve. La Spal prenderà forma. —
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