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Spal, segnali importanti da Tarvisio Società, tifosi e squadra all’unisono

Paolo Negri
Spal, segnali importanti da Tarvisio Società, tifosi e squadra all’unisono

Nella sede friulana del precampionato gettate le basi per puntare alla seconda salvezza di fila

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Il giorno dopo la prima stagionale, sabato a Tarvisio contro il Tamai (per la cronaca, 7-1 il finale) restano alcune impressioni del mondo Spal. Con riferimento non tanto all’aspetto tecnico-tattico, già che è assai prematuro trarre elementi di giudizio, quanto a tutto il contorno. Aspetti importanti, che nell’arco della stagione possono avere il loro peso.



Può sembrare banale, financo irrilevante. Ma non lo è. Anzi, tutto il contrario. Allo “Siega”, l’altro giorno, erano presenti sia Francesco che Simone Colombarini. I patron. I plenipotenziari. Gesto significativo ed apprezzatissimo. Non è di tutti i giorni che una squadra goda della vicinanza della proprietà in occasione di un’uscita di non particolare rilievo, per quanto segnasse il debutto stagionale. Messaggio: «Siamo qui, siamo al vostro fianco. Sempre». Grandioso Francesco, in tenuta del tutto informale, con t-shirt celebrativa dei trionfi spallini. Solito profilo, tanto discreto quanto disponibile, per Simone. Poi, lontano da sguardi (e orecchie. . . ) indiscreti, importante summit di mercato con il direttore Davide Vagnati e mister Leonardo Semplici. Si entra in una settimana fondamentale per le trattative.



Sorpresa? No. Ma in un sabato 14 luglio, con il solleone e le autostrade trasformate in un caos (viva l’Italia. . . ), avere oltre 300 sostenitori per un test montanaro ad oltre 315 chilometri da casa, significa che il popolo biancazzurro è più unico che raro. Presenza massiccia, sciarpe, colori, le hit della Ovest a levarsi alte verso il cielo della Val Canale. È venuto buono anche un bidone dell’immondizia, prelevato ai margini della rete di recinzione, avvicinato agli spalti ed usato come strumento di percussione. Grande sostegno alla squadra, applausi e – alla fine – appostamento dietro l’area spogliatoi per foto ed amabili chiacchierate con i propri beniamini. Il più... abbracciato? Probabilmente Everton Luiz, idolo della nazione biancazzurra.



Se il ritiro precampionato, si sa, è fondamentale per gettare le basi della stagione. Sotto il profilo atletico, tecnico e tattico, ovvio. Ma anche per quanto riguarda il clima, l’ambiente all’interno dello spogliatoio. Il gruppo nasce e si cementa tra i monti. Ricordiamo tensioni sorte già in estate, e – per contro – magnifiche compagnie formatesi proprio durante il ritiro, e poi rivelatesi le basi per le conquiste che sarebbero state centrate. Prime impressioni da Tarvisio, dunque: bella atmosfera, sorrisi, compattezza. Il lavoro è il lavoro, ed il coinvolgimento è totale, da parte di tutti. Chi ha giocato il primo tempo contro il Tamai, dopo l’intervallo – con formazione completamente rivoluzionata (è rimasto in campo il solo Vaisanen) – non si è ritirato ma ha marcato la presenza ai bordi del terreno di gioco. Sorrisi e sana goliardia in spogliatoio, dove è forte anche il rapporto con i fisioterapisti e gli altri membri dello staff. Ieri, poi, dopo l’allenamento della mattinata (defaticante, corsa, palestra), pomeriggio libero per assistere tutti insieme alla finale del Mondiale russo tra Croazia e Francia. Da oggi si tornerà a lavorare al ritmo di due sedute quotidiane. Manca un mese (e tre giorni) al debutto in campionato, non c’è tanto tempo da perdere. Ma la Spal sa benissimo, e dal giorno del raduno a oggi lo hanno sottolineato un po’tutti, che per conquistare un’altra grande salvezza in serie A dovrà mantenere, rinnovare, lo spirito di corpo, la mentalità, l’unità, che nella scorsa stagione hanno avuto peso specifico molto importante se non determinante. I presupposti, diremmo, ci sono proprio tutti, dalle cene collettive pre-ritiro, ai segnali lanciati da Tarvisio. –



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