White, un tocco di nobiltà La Baltur ora intimidisce e coach Benedetto sorride
l’analisiMarco Nagliati / centoSi comincia così, con una smentita. Finisce con una firma proprio di quel giocatore che, in teoria, non faceva al caso. James White viene dato per sicuro ingaggio alla...
l’analisi
Marco Nagliati / cento
Si comincia così, con una smentita. Finisce con una firma proprio di quel giocatore che, in teoria, non faceva al caso. James White viene dato per sicuro ingaggio alla Baltur Cento, in attesa della firma diciamo che è ormai fatta. Ne avevamo scritto giovedì, anticipando gli imminenti fuochi d’artificio. Hall verso il Kleb Ferrara, “The Flight” in direzione Cento. Ne sono piovute secche smentite, l’indomani. Boh...
il comunicato
E il sabato cadono invece conferme, sorrisi. Ammissioni. James White porta alla Baltur il suo sorvolare l’Nba nei mitici San Antonio, poi una solida carriera in Europa. I picchi in Turchia al Fenerbahce o in Croazia al Cedevita Zagabria. Le annate di adrenalina ed atletismo a Sassari e l’ultima a Reggio Emilia dove nonostante i 36 anni ha dimostrato di saper reggere benone. In un reparto poco verticale (Chiumenti e Benfatto), quella di White è aggiunta perfetta per catturare rimbalzi e intimidire. Manca solo il comunicato della società, trapelava ieri.
coach contento
«È stato il primo nome che ho fatto alla società - spiega coach Benedetto in vacanza all’Elba -: la trattativa è stata lunga e difficile. Di certo non avevamo un nome solo nella lista. Appena mi hanno detto che White sarebbe stato disponibile a venire a Cento ho capito che era quello giusto. La richiesta all’inizio era fuori portata, poi sono stati bravi presidente Fava e ds Pulidori. Non so se è fatta, dico solo che è un nome di mio assoluto gradimento».
il ruolo
«Il suo ruolo? È un “quattro”, l’anno scorso a Reggio Emilia reggeva contro americani molto forti fisicamente». Tatticamente è l’ideale per giocare assieme a Mays, si inserisce bene nel progetto centese. «Un progetto nato l’anno scorso e che non finirà domani - precisa Benedetto -. Abbiamo preso giocatori noti e conosciuti. Noti perché hanno già giocato in questo campionato; penso a Mays che ha sempre fatto bene, a Reati da anni in categoria, a Gasparin che l’anno scorso giocava 30’ a partita a Imola. Conosciuti come Chiumenti che ho già allenato a Latina».
il derby
«Hall? Era uno dei giocatori nella lista - spiega Benedetto -, ma non il solo. È andato a Ferrara, bene per lui. Ma non abbiamo vinto un derby quando ha firmato Moreno e non lo abbiamo perso adesso. Questo è solo mercato». —
ha collaborato Simone Gagliardi
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