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Con Petagna e Djourou è un’iniezione di forza. La Spal mostra i muscoli

Marco Nagliati
Con Petagna e Djourou è un’iniezione di forza. La Spal mostra i muscoli

Ieri è arrivata anche la firma dell’attaccante che lascia l’Atalanta e sale a Tarvisio. Insieme al difensore svizzero porta in dote un’evidente fisicità ed esperienza 

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FERRARA. Il corazziere di Trieste sbarca in Friuli a passo di carica, dopo avere salutato la Dea con un misto di rimpianto e senso di rivalsa. La piccola telenovela in salsa biancazzurra è finita ieri mattina, quando Andrea Petagna ha lasciato il ritiro dell’Atalanta per abbracciare a Tarvisio (Udine) la sua nuova compagna di scorribande calcistiche: la Spal. Fiori d’arancio, dunque, dopo un lungo corteggiamento del ds Vagnati. Con il colpo di coda che nelle “soap opera” non manca mai: l’inserimento all’ultimo del Genoa, che tra domenica e lunedì avrebbe potuto scompaginare lo scenario.

In realtà ormai le parti s’erano promesse. Non prima, invero, di lunghe riflessioni. Ma alla fine, Petagna ha detto sì. Lusingato, se vogliamo, anche di essere nella centralità del progetto spallino: contratto di cinque anni a 1,3 milioni di euro a stagione. Con premi a salire. Come dire che gode di maggior considerazione del Borriello che fu, visto che il Marco molto glamour partiva da 1 milione d’ingaggio. Del resto Andrea è giovane (23 anni), aitante (188 cm per 85 kg) e si confida motivato per tenere i biancazzurri nella parte “giusta” della classifica. La famiglia Colombarini, chapeau, anche stavolta non ha lesinato gli sforzi perché girano cifre da mal di testa per l’acquisto del corazziere: prestito oneroso subito con 2 milioni da girare all’Atalanta (3 con bonus). A fine stagione obbligo di riscatto - in caso di salvezza - a quota oscillante tra i 10 e i 12 milioni. Per Ferrara non sono bruscolini. Però, le punte costano.

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Ecco: nel caso di Petagna parliamo di attaccante ma non di bomber. Da professionista, finora, 125 partite tra A e B e 18 reti in totale. Il top in cadetteria ad Ascoli (7), nelle ultime due annate bergamasche prima 5 e poi 4 sigilli. Non è puntero da doppia cifra. Ma ha caratteristiche che l’anno scorso sono mancate alla Spal: il granatiere che tiene palla e fa salire i centrocampisti, il gladiatore che viaggia a sportellate nella tonnara dell’area sulle palle alte (anche in difesa). Quello che fa da sponda spalle alla porta. Ci sta anche, a conti fatti, che tanto lavoro tolga poi lucidità a “tu per tu” col portiere. Poi, dai: tecnicamente può migliorare se crede in se stesso ed ha voglia di progredire. Apparentemente fa un passo indietro, dall’Europa con la Dea alla battaglia salvezza estense, ma potrebbe essere la ripartenza per due passi avanti. Intanto, i fan capiscano che non sarà mai un fine dicitore come Antenucci. Con “Anteseven7” potrà dialogare come col Papu Gomez. Non ha la “lettura” di gioco di Floccari, né sa cucire la manovra. Epperò si amalgama bene con i due frombolieri. Poi può anche interagire con Paloschi, pure se entrambi vivono nell’area di rigore. In realtà Petagna è totem da prima linea, Paloschino rapace che sbuca dal nulla. Se Paloschi rimane, mister Leo ha in mano una bella batteria offensiva (il baby cesenate Moncini completa il reparto). Con un po’ di spirito di sacrificio (già quest’anno Paloschi ha cercato “aria” anche sulla trequarti), la coesistenza è possibile. Del resto, il salto di qualità si ottiene se la panchina mette pressione.

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La settimana ha fatto svoltare la Spal anche in retroguardia. E pure in questo caso s’è chiusa una parentesi aperta tempo fa: il volto severo ed esperto dello svizzero Johan Djourou inietta robustezza. In un reparto cruciale e che al momento vive di una sorta di “fai da te”: Vicari è in convalescenza, Cionek in Brasile e speriamo che torni; Salamon, Vaisanen e Cremonesi in uscita. Diciamo almeno due su tre con le valigie. Nei desiderata spallini l’ideale sarebbe avere cinque potenziali titolari per, anche in questo caso, aumentare la competizione interna: Cionek, Djourou e Felipe mammasantissima con cui iniziare la battaglia. Vicari pronto a subentrare, in attesa di tornare al massimo atleticamente. Simic ancora in biancazzurro e perennemente in crescita. Se vogliamo, in questo contesto, un tuttofare come Salamon ci può stare. Da Udine chiedono Vicari con insistenza e propongono Danilo o Angella: mah.

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Rimane poi da fare nella terra di mezzo, dove in tanti si chiedono se ha senso cedere Viviani per inserire Valdifiori. Semmai, la Spal rimane ancora tosta su Grassi perché Schiattarella bene non sta. E Valoti viene anche visto come potenziale trequartista. Anche se sulla linea di centrocampo, il ragazzo dimora più che bene. Duttile sì, ma forse più centrocampista che fromboliere alla Rizzo dello scorso anno. —


 

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