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Spal, con Petagna si riscrive la storia 43 anni dopo Francesco ecco Andrea

Paolo Negri
Spal, con Petagna si riscrive la storia 43 anni dopo Francesco ecco Andrea

Ieri l’ufficialità dell’acquisto dell’attaccante. Che raccoglie l’eredità del nonno, mitico allenatore dell’era Paolo Mazza

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Da un Petagna all’altro. Da nonno Francesco ad Andrea. Allenatore l’uno, centravanti l’altro. Uniti dal biancazzurro.



Era il 21 dicembre 1975 quando Francesco Petagna concluse la sua lunga storia d’amore con la Spal. Gli fu fatale il pareggio con il Catanzaro, uno scialbo 0-0 che indusse il presidentissimo Paolo Mazza ad esonerare il tecnico. Decisione sofferta, già che il Drago, quando mesi dopo fu costretto ad uscire di scena, in una lunga confessione a cuore aperto non esitò a dichiarare: «Petagna, con Janni, è stato il miglior allenatore che ho avuto». Tarantino di nascita, bandiera della Triestina, giuliano d’adozione, Francesco Petagna ha scritto pagine indelebili della storia biancazzurra. Un mister da record. Per presenze (Caciagli 198; Janni 190; Petagna 140; Semplici 136; Gibì Fabbri 108) e impatto. Subentrato alla 10ª giornata del 1964/65, vanta il ritorno in A, due salvezze, una retrocessione, l’esonero dopo la 4ª giornata di serie B nel 68/69. Dunque, tre stagioni piene dopo quella d’insediamento in corsa, più l’inizio di una quinta annata (oltre al ritorno nel 75/76, con il citato esonero dopo la 13ª). Ai suoi ordini, negli anni, il pupillo Oscar Massei (già suo compagno di squadra alla Triestina), i vari Pasetti, Bertuccioli, Capello, Reja, Moretti. Oltre ad altre icone quali Bozzao, Dell’Omodarme, Bagnoli... Gli ultimi sprazzi di calcio champagne nell’estate-autunno del 1975, con Pezzato, Manfrin, Cascella, Paina.



E adesso il filo si riannoda. La storia viene riscritta, in salsa moderna. Da ieri Andrea Petagna è ufficialmente un giocatore della Spal. La società ha annunciato quanto si sapeva ed era certo da giorni. Acquisto milionario, quello del 23enne centravanti proveniente dall’Atalanta. Cifre mai spese a queste latitudini. Al di là della solita tiritera del prestito con obbligo di riscatto a determinate condizioni, il succo è che ai bergamaschi vanno 3 milioni, più 12 in caso di salvezza spallina, più un quinquennale da 1, 2/1, 3 al giocatore. Che ha spalle solide, non solo per l’imponente stazza fisica, un fresco passato, un sicuro presente e brillanti prospettive. Ha già debuttato in Nazionale (contro l’Olanda), ed a Ferrara cercherà di rinverdire i fasti del nonno.



Già, perché Andrea è – come detto – il nipote di Francesco. Le imprevedibili ed affascinanti storie della vita adesso hanno fatto sì che un nuovo Petagna venga alla Spal. Chissà quali e quanti pensieri, ricordi ed emozioni si vivono a casa Petagna, a Trieste. Una famiglia di sportivi. La mamma, Alessandra, è componente dello staff tecnico della Triestina Nuoto. Il fratello minore, Simone, ha giocato nella Juniores della Triestina E, soprattutto, papà Euro, allenatore (ora al Trieste Calcio) per passione ereditata da suo padre Francesco. Ha visto il genitore guidare la Spal. Ora ammirerà il figlio. Petagna. Spal. Biancazzurro. Storia di famiglia. –



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