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Le strategie di mercato stanno evidenziando la pianificazione e le ambizioni della società, con due obiettivi: salvezza e futuro 

Questa è una Spal più competitiva E il rafforzamento non è ancora finito

Paolo Negri
Questa è una Spal più competitiva E il rafforzamento non è ancora finito

il disegno ferrara Maneggiare con (estrema) cautela. Lo impone il periodo. Il calcio d’estate è ingannevole come pochi. Oltretutto il mercato è ancora aperto, apertissimo. La sensazione, però, è che...

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Maneggiare con (estrema) cautela. Lo impone il periodo. Il calcio d’estate è ingannevole come pochi. Oltretutto il mercato è ancora aperto, apertissimo. La sensazione, però, è che stia nascendo una Spal più forte di quella della scorsa stagione. Più competitiva. E ciò grazie ad una strategia societaria che segue, con logica, vari criteri.



La qualità costa. Se la si vuole, si paga. Ed è quanto sta facendo il club, che ha aperto il portafoglio come mai prima. Per reggere la serie A bisogna spendere. La Spal lo fa con oculatezza, in rapporto al budget. La permanenza in categoria, il prossimo stadio (un autentico gioiello) dalla maggior capienza - quindi, potenzialmente, fonte di incassi superiori - e la volontà di consolidarsi in serie A hanno indotto proprietà e dirigenza a sostenere sforzi non indifferenti, dalla triplice operazione veronese (Viviani-Fares-Valoti) al milionario colpo-Petagna, passando per l’ingaggio di un elemento di esperienza mondiale quale Djourou. Firmare assegni danarosi non è sinonimo di successo, e la storia lo ha insegnato anche a queste latitudini, ma la volontà e la disponibilità ad investire dimostrano che i vertici biancazzurri hanno alzato l’asticella. Che non significa puntare all’Europa League o amenità del genere: salvarsi rimarrà l’essenziale, ma c’è modo e modo di puntare all’obiettivo. Guardando anche al futuro, gettando le basi per un domani ancor più solido e roseo.



La Spal bada ad essere competitiva nell’immediato. Un espertone come Djourou avrà contratto annuale (con opzione, certo). C’è chi arriva in prestito secco (Milinkovic Savic). Poi ci sono quelli dalla formula ormai in voga (prestito con obbligo di riscatto a determinate condizioni), i Dickmann, i Fares, i Valoti, i Petagna. Al compimento di una presenza, o in caso di salvezza, diventeranno interamente biancazzurri. E sono tutti giocatori di prospettiva. Quindi il prossimo ingaggio di Corbo, Maggiore e Moncini, che saranno immediatamente spallini al 100%. Morale: restando in serie A, il club si doterà di una vasta e importante base di giocatori di proprietà. Aspetto indispensabile sia sotto il profilo tecnico che economico, visto che in proiezione bisognerà anche valorizzare e monetizzare.



Sono i dettami del calcio moderno. La Spal lo ha sperimentato a proprie spese nella scorsa stagione, quando - al di là della caratura qualitativa di molti protagonisti - ha patito l’impatto con gente come Milinkovic Savic (il fratellone maggiore, quello laziale), per fare solo un nome. La serie A esige una fisicità decisamente mostruosa. In casa biancazzurra, quindi, si sono immediatamente adeguati, facendo tesoro dell’esperienza: Milinkovic junior 2.02 per 92; Djourou 1.92 per 90; Fares 1.83; Valoti 1.87; Petagna 1.90 per 85 e passa; Corbo 1.86; Maggiore 1.84... Sarà una Spal di struttura, come ormai dice chi sa.



L’anno scorso, nelle due sessioni di mercato, la Spal ha acquistato più di un giocatore navigato, ultratrentenne: Felipe, Borriello, Cionek, Dramè... Oltre a Kurtic (29 anni) ed Everton Luiz (30 compiuti a maggio). Adesso, solo Djourou è ultratrentenne, ma non si tratta certo di un Matusalemme visto che ha 31 primavere. Insomma, si stanno seguendo criteri ben precisi, in ossequio a quanto si diceva prima: creare una forte base futuribile. Il che non significa, nell’immediato, creare una squadra priva di esperienza. Petagna, per dire, ha 23 anni ma già 69 presenze e due campionati pieni da titolare in serie A, ha calcato i palcoscenici europei ed ha pure già debuttato in Nazionale (contro l’Olanda).



Le prossime operazioni si inseriranno presumibilmente su tali copioni. Uno degli obiettivi dichiarati (oltre ad un difensore centrale) è la mezz’ala Alberto Grassi, che si vorrebbe riottenere dal Napoli: 23 anni, 1.85, 62 presenze in A.

La Spal sta facendo tutto con estremo criterio. —



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