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«Il destino di Andrea non poteva proprio che essere la Spal»

Andrea Tebaldi
«Il destino di Andrea non poteva proprio che essere la Spal»

Papà Euro racconta il legame della famiglia Petagna con Ferrara e la squadra Francesco ha allenato in A tra Capello e magie. Il nipote ora ne è l’attaccante

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tarvisio (ud). «Ferrara, per la nostra famiglia, è sempre stata importante. C’è stato un periodo straordinario con papà in panchina che ricorderemo sempre e a volte la storia ritorna in maniera incredibile». A parlare è Euro Petagna, figlio dell’indimenticabile ex allenatore spallino Francesco e papà del neo centravanti biancazzurro Andrea che ha fatto il suo esordio sabato a Tarvisio con la maglia spallina nel 2-1 al Campodarsego). Papà Euro, che era naturalmente a seguire la partita d’esordio del figlio in biancazzurro, apre il suo libro dei ricordi e dei legami della famiglia Petagna con Ferrara. Un Petagna che ha seguito con grande interesse e passione la gara, ma è voluto rimanere attentamente lontano dalla ribalta seguendo la sfida dietro la rete di recinzione nei pressi di una porta e non dalla tribunetta del polisportivo Siega.

i ricordi. «A Ferrara abbiamo vissuto dei periodi davvero belli e indimenticabili, dal 1964 al 1969 - dice Euro -; mi ricordo che ragazzino quale ero spesso mi aggregavo alla squadra e ai giocatori in compagnia di mio padre. Capitava di stare con loro nel pomeriggio del sabato, magari andando al cinema. Trascorrere tempo con la squadra era qualcosa di splendido, tra i 10 e i 14 anni si può immaginare come potessi vivere quelle emozioni. Ogni gara, ogni trasferta riservava aneddoti speciali». Poi ci fu anche il meno felice ritorno del papà alla guida della Spal nel 1975... «Purtroppo non andò bene ma c’erano problemi evidenti, papà venne allontanato dopo un pareggio interno con il Catanzaro ma c’erano già divergenze con la società sulla gestione di diversi giocatori tipo Aristei per citarne solamente uno».

la storia ritorna. E oggi c’è un nuovo Petagna in biancazzurro, convinto dal direttore sportivo spallino Davide Vagnati. «Su questo tema non ci voglio entrare - mette le mani avanti Euro -: non mi piace apparire. Dico solo che la storia davvero a volte si riannoda in maniera molto particolare. Non credo ci sia nessun collegamento tra quello che è successo in passato con la nostra famiglia alla Spal e ora. Una cosa ci tengo però a dirla: mi dispiace enormemente che mia mamma, che ovviamente aveva vissuto tutta l’avventura di papà alla Spal, scomparsa l’anno scorso, non possa viversi questa fase. Sarebbe impazzita per una notizia del genere dopo quegli anni straordinari».

il ricordo. «Mi ricordo uno Spal-Bologna 3-2 straordinario, io non ero nemmeno allo stadio quel giorno. Però ero attaccato alla radio e ho ascoltato gli aggiornamenti. Si giocava contro squadroni allora: Milan, Inter, Roma, Napoli... Si parlava tanto di Capello. Un giorno ero con papà e ci fermarono dei giornalisti che gli chiesero se Capello sarebbe potuto diventare il nuovo Rivera. Di lì a breve Capello andò alla Roma. C’erano davvero tantissimi ragazzi friulani allora alla Spal».

niente trieste. Andrea, invece, non ha mai militato nella Triestina. «Conosco molto bene l’ambiente calcistico di Trieste e dico per fortuna - spiega papà Euro -. Si sono alternate diverse società e le cose non sono sempre andate per il meglio. Andrea ha avuto la fortuna di essere visto da una società della zona: l’Itala San Marco, una delle più attive del Friuli Venezia Giulia. Da lì è arrivato al Milan ed è iniziata la sua carriera. Ha fatto tanti sacrifici, tanto “avanti e indietro” però ne è valsa la pena. Si è saputo costruire la sua strada ed ora è qui». Qui a Tarvisio, in attesa di vederlo al Mazza. «Io al momento alla domenica sono impegnato, perché faccio l’allenatore in Promozione del Trieste Calcio. Però anche per i ricordi che mi legano a Ferrara non appena potrò, magari quando non si gioca di domenica, verrò molto volentieri allo stadio a vedere la Spal». —

Andrea Tebaldi. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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