Spal, risultato bugiardo: ottimo primo tempo la Lazio dilaga nel finale
Biancazzurri con tutti i nuovi fuori. Ottimo approccio, squadra superiore per 45’ Nella ripresa la sblocca bomber Immobile su errore di Felipe. Scontri fra tifoserie
AURONZO (BL). Spal in maschera ma gara vera, verissima. La quarta uscita stagionale dei biancazzurri coincide con il test finora più impegnativo e prestigioso, il primo con una pari categoria ma di... un’altra categoria. La Lazio. Bene. Anzi, male: scontri fra tifoserie prima e dopo il match, ne riferiamo nella pagina a seguire.
I biancazzurri, ad Auronzo di Cadore, sotto gli occhi del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, in tribuna assieme alla prima cittadina locale, scendono in campo di rosso vestiti e totalmente privi dei nuovi acquisti: Milinkovic Savic e Fares infortunati, Djourou appena arrivato dopo le vacanze post-Mondiale e ovviamente non utilizzabile, Dickmann, Valoti, Moncini e Petagna in panchina. Tra i “vecchi”, out Gomis e Cionek (reduci da Russia 2018,) e l’acciaccato Floccari. Nota positiva: il debutto di Vicari, pienamente recuperato.
Gara subito viva, tirata. Buon ritmo. Agonismo. Tifo infernale dei 600 spallini saliti ad Auronzo. La Spal piace. Convince. Occupa benissimo il campo. Accorcia in avanti, pressa. Circolazione apprezzabile, rasoterra. Schiattarella è un mostro, domina il centrocampo: marca, recupera, imposta, fa girare la sfera, contribuisce assai a tenere corta la squadra. Everton ringhia (e non solo: non riduciamolo a un cane da guardia), Lazzari sfreccia, Paloschi si sacrifica, ottimo Felipe in retrovia. Dietro, nessun pericolo.
La Lazio, Immobile in testa, in area spallina manco si affaccia, o quasi. Per contro, gli uomini di Semplici creano l’occasionissima: Lazzari si inserisce in area, sul centro-destra, e scarica un violento rasoterra cui Proto si oppone con i piedoni. Poi ci provano Costa da fuori e Vaisanen, di testa su errata uscita di Proto. Diciamolo: Spal in totale controllo. Financo superiore. Per lunghi minuti la Lazio non arriva nemmeno nella metà campo biancazzurra. Ed è Kurtic a non arrivare, di un nulla, alla deviazione vincente. Solo una lontana punizione di Luis Alberto mette in imbarazzo Demba, che si fa sfuggire il pallone che bacia la traversa. Fine primo tempo. Che dire? Applausi. Alla Spal.
Ad inizio ripresa la Lazio si presenta con gli stessi uomini, mentre i biancazzurri presentano quattro cambi. Dentro Salamon, Viviani, Valoti e Petagna, a rilevare Vicari (bene, buon rientro), Schiattarella, Kurtic e Antenucci. Paradossalmente, è l’errore individuale di uno dei migliori (Felipe) a spianare la strada alla Lazio: tocco errato di Felipe a favorire Immobile, lesto a presentarsi davanti a Demba ed a batterlo con sontuoso pallonetto. Mannaggia... Passa un attimo e Viviani, pur in caduta, mette in serio imbarazzo Proto che la toglie dall’angolino basso. Partita meno bella e fluida, varie imprecisioni.
Epperò, bene Petagna: potente, intelligente, mobile. Viviani minaccia su punizione. Intanto il cielo tuona sopra Auronzo. Doppia pioggia. Di acqua e di cambi. In prossimità del 20’Inzaghi muta l’intera squadra, Acerbi a parte. Semplici mette anche Dickmann, Esposito e Moncini. Il test perde progressivamente di attendibilità. Gli schieramenti non sono plausibili, le distanze vengono perse. A 10 dal termine nella Spal entrano pure Cremonesi e Poluzzi. Il portiere non fa in tempo a sistemarsi che viene battuto rocambolescamente, in due tempi, da Caicedo. Poi triplica Rossi. Gara finita. Risultato troppo ampio, non veritiero. Resta la più che positiva impressione suscitata dalla Spal nel primo tempo, anche per mentalità. Adesso bisognerà iniziare a vedere la squadra con il suo assetto più logico e l’inserimento iniziale dei rinforzi. –
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