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Bondi, la soddisfazione di Pasi «Grande voglia e niente star»

Lorenzo Montanari
Bondi, la soddisfazione di Pasi «Grande voglia e niente star»

Il manager ha completato il roster e guarda con fiducia alla nuova stagione «La scelta di Pressley? Non cercavamo un solista, lui è un giocatore-squadra»

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Con l’ingaggio di Bryce Pressley, il diesse della Bondi Alessandro Pasi ha chiuso la costruzione del nuovo roster biancazzurro, fatto di diverse certezze e di un gruppo di giovani che, di giorno in giorno, dovranno crescere, di squadra e individualmente. Ieri pomeriggio, il dirigente del Kleb ha fatto il punto della situazione.

Pasi, chiudere il roster entro luglio era fra gli obiettivi che vi eravate prefissati?

«Cominciare tutti e subito, per un gruppo giovane come il nostro, era importante. All’inizio partiamo tutti alla pari, con grande voglia, senza star. Nel precampionato lavoreremo, vedremo cosa non andrà e cosa eventualmente ci sarà da aggiustare. Hall e Fantoni sono i leader morali del gruppo, i riferimenti in campo e fuori. Panni e Molinaro sono chiamati a crescere da subito, completando l’ulteriore salto di qualità che hanno iniziato con noi».

Come siete arrivati alla scelta di Bryce Pressley?

«Come l’anno passato, abbiamo guardato prima le doti morali. Non cercavamo il solista, abbiamo già il miglior giocatore del campionato, avevamo bisogno di un giocatore che fungesse da volano per il miglioramento delle caratteristiche di tutti. Pressley è un giocatore-squadra. Ha il passaporto italiano, ma non può giocare da italiano? Questione che va sopra le mie competenze, ci sono tavoli di discussione, anch’io resto colpito da questa stranezza. Adesso le regole sono queste».

Capitolo giovani. L’obiettivo è la loro crescita?

«A Ferrara hanno un’occasione che altrove non avrebbero. Hanno la concreta opportunità di mettere in campo aggressività, energia e voglia, che dovrà essere doppia o tripla rispetto a quella di un trentenne. Il nostro reparto esterni sprigionerà aggressività ed energia dalla rimessa. Sarà un frullatore, la nostra fanteria leggera d’assalto».

La duttilità potrà essere un aspetto positivo per il roster?

«È stato uno dei nostri cavalli di battaglia dell’anno passato. Un aspetto che a noi piace, De Zardo e Barbon sono esterni molto fisici. Anche Pressley ha doti fisiche, è un esterno duttile».

Quanto è importante non spendere visti extracomunitari?

«Avere nella propria faretra pure quelle frecce, nel corso di una stagione è importante. Già l’anno scorso non abbiamo consumato i visti, speriamo di non dovervi ricorrere nemmeno quest’anno».

Il calendario proporrà subito il delicato viaggio a Treviso, poi sarà derbissimo interno contro la Baltur Cento. Avvio delicato?

«A Treviso non avremo niente da perdere. Poi quella contro San Lazzaro (il d.s. si riferisce così a Cento; ndr) sarà una bella gara, ma lo saranno tutte. Guardo poco il calendario, devo essere onesto: non mi interessa tanto, prima o poi le incontri tutte. Dipende molto dal momento in cui affronti le squadre e dal loro stato di forma».

Il girone Est mai come quest’anno affascinante e complicato. Non trova?

«Ogni anno spero che ci mettano nell’Ovest. Forse quest’anno ci sarà più spaccatura fra il livello dei valori. A Fortitudo Bologna, Treviso, Udine e Verona aggiungerei Ravenna e San Lazzaro, che, con il roster allestito, può fare il doppio salto di categoria». —

Lorenzo Montanari

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