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Schiattarella è al centro della Spal Idea antica ma sempre più d’attualità

Paolo Negri
Schiattarella è al centro della Spal Idea antica ma sempre più d’attualità

Varata a Crotone, la mossa è stata ripetuta sabato ad Auronzo contro la Lazio. Ed ha avuto solo effetti positivi

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Cosa si è visto l’altro giorno ad Auronzo? Si è ammirata un’ottima Spal. Assai perfettibile, come è logico in questo periodo della stagione. Ma con un’idea meravigliosa in testa: non essere passiva, andare a prendere l’avversario, avere un baricentro più avanzato.



Al cospetto della Lazio (in formazione tipo), i biancazzurri hanno perso 3-0.

Dice: e allora cosa ci sarebbe stato di così positivo?

Semplice: quasi tutto. Perchè il termine di riferimento è quello del primo tempo, prima della miriade di cambi. Frazione chiusa 0-0, quella iniziale. Ma facciamo astrazione del risultato, sia quello parziale che quello finale. Badiamo ai contenuti. Ecco, allora. La Spal ha inchiodato la Lazio, non l’ha fatta esprimere nè rendersi pericolosa. Perfetta occupazione del terreno, idea di gioco, palla rasoterra, ritmo, agonismo, personalità. Nessuna paura. Approccio ottimo. E tanti, lunghi, minuti di presenza nella metà campo avversaria, senza che i romani entrassero in quella biancazzurra. Tutto frutto dell’idea (meravigliosa) cui accennavamo all’inizio. Affiatamento di gruppo e consapevolezza, certo. Ma anche Pasquale Schiattarella al centro della Spal. Lui, il perno della mediana. Se, nonostante le ricorrenti voci su un ritorno di fiamma per il torinista Valdifiori, in casa Spal garantiscono che a centrocampo si cerca una mezz’ala e non un centrale, è perchè evidentemente mister Semplici è stra-convinto che l’uomo giusto in mezzo possa essere Schiattarella. Era stato il suo trasloco lì, a Crotone, a determinare la svolta della stagione spallina. Poi tra squalifica e infortunio Schiattarella non ha avuto la giusta continuità nel ruolo. Ma l’idea era ottima, e tale è rimasta. Prontamente riproposta, ha dato i suoi frutti. Il comandante Pasquale, in quella posizione, ha guidato la Spal a inchiodare la Lazio. Strada che merita di essere battuta.



Naturalmente con un contesto globale diverso da quello di sabato. Contro la Lazio la Spal si è presentata senza gli infortunati Milinkovic e Fares, senza Djourou appena arrivato, e con Valoti e Petagna entrati nella ripresa. Come dire senza i nuovi acquisti, oltre a Gomis e Cionek (come Djourou reduci dal Mondiale). La fisionomia di squadra, l’assetto, la competitività andranno valutate quando potranno essere schierati i rinforzi. Per dire: Petagna sabato è entrato molto bene, ma la girandola di cambi ha poi complicato la capacità d’espressione. E i giudizi. Così come la difesa non si è ancora vista nel suo assetto reale, con Felipe che finora ha fatto gli straordinari, Vicari che ha debuttato con la Lazio, Cionek e Djourou non ancora utilizzabili, il costante ricorso ai partenti Vaisanen, Salamon e Cremonesi. Wait and see, direbbero gli inglesi. Intanto, resta quell’idea. Meravigliosa. —



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