«Un’aggressione dei tifosi laziali a quelli della Spal»
Parla il titolare dell’Hosteria di Auronzo danneggiata dai partecipanti alla rissa: «Erano una ventina arrivati con le auto targate Roma, sembravano tranquilli»
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AURONZO
Cinghiate e bastonate. Sangue sulla strada e danni a un bar. Momenti di guerriglia, ad Auronzo, prima e dopo la partita amichevole tra Lazio e Spal, sabato pomeriggio. Una rissa, con contorno anche di sediate e fumogeni, davanti all’Hostaria di via Cella, all’inizio del paese cadorino, e un tafferuglio in piazza Vigo, nella zona del bar l’Ottavo Nano, più vicino all’impianto sportivo dov’era andato in scena il match.
Non ci sono stati fermi o arresti da parte delle forze dell’ordine, carabinieri locali e reparto celere della polizia di Padova, ma presto arriveranno senz’altro dei Daspo: per i tifosi individuati nel video amatoriale di un auronzano e in quelli girati dalla stessa polizia, scatterà il divieto di assistere a manifestazioni sportive per un certo periodo di tempo. E poi il processo penale.
Non è successo nulla, invece, al campo “Rodolfo Zandegiacomo”, dove le due tifoserie avevano ingressi e tribune separate e il livello di guardia era alto, anche per la presenza appunto del reparto celere di Padova. Qualche coraccio, ma niente che non si fosse già sentito in giro per gli stadi, fino al 3-0 per la squadra capitolina con i gol di Immobile, Caicedo e Rossi.
Il pomeriggio di tensione era cominciato verso le 16, un’ora prima del calcio d’inizio e la sensazione è che tutto fosse premeditato. L’Hostaria è all’inizio del paese ed è lì che è scattato un agguato: «Verso le 14 - racconta il gestore Francesco Corte Metto - erano arrivati nel mio locale circa 20 tifosi della Lazio, a bordo di alcune macchine targate Roma. Abbiamo parlato di mercato e mi hanno garantito di non essere della frangia violenta del tifo biancoceleste: stavano aspettando degli amici. Hanno bevuto alcune birre, ma non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo, quando hanno avvistato due furgoni bianchi di sostenitori della Spal. Sono partiti come razzi, per cercare di fermarli e ci sono riusciti».
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I veicoli arrivati hanno percorso altri cento metri, prima di frenare: a quel punto i passeggeri sono scesi ed è scoppiata una violenta colluttazione, interrotta solo dalla fuga, quando sono arrivati i carabinieri. Oltre a calci e pugni, è stato usato di tutto per picchiare. Non solo cinture e bastoni: «Mi hanno spaccato sei sedie, due tavolini, due pannelli della veranda, alcuni vasi dei fiori e, per finire, qualcuno mi ha anche strisciato la moto - riprende Corte Metto -, lamento danni fra i 3 e i 4mila euro. Giuro che non avevo mai visto niente del genere».
La rissa è stata ripresa con il telefonino da un vicino di casa e le immagini sono già state visionate dalla Digos, che avrebbe riconosciuto diverse persone. A farne le spese, a parte i contusi fra le opposte fazioni, tutti fuggiti, un carabiniere, che ha riportato ferite guaribili in 15 giorni.
Dopo la partita, un tafferuglio è scoppiato alla fine di via Zardus, in piazza Vigo. Alcuni tifosi avversari sono entrati in contatto e c’è stata qualche scaramuccia, che ha fermato il traffico e spaventato le famiglie: «Un minuto in tutto - fanno sapere dall’Ottavo Nano, il bar lì nei pressi - la polizia è arrivata subito».
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Un minuto sufficiente a far passare un bello spavento a ragazzini e famiglie. Proprio in quel momento, infatti, i giocatori della Spal si stavano allontanando dall’impianto sportivo, a piedi e alla spicciolata, fermandosi per soddisfare le richieste dei giovani tifosi: foto, selfie, autografi. Una gioiosa normalità, tanto più che a concedersi ai fan erano, fra gli altri, anche i nuovi acquisti Petagna, Dickmann, Valoti: con loro, tutte foto con volti nuovi, della stagione che va a iniziare. Dalla felicità alla paura, però, è stato un attimo, con gli esagitati che sono rovinati anche su alcune auto dei tifosi ferraresi: facile immaginare il terrore dei ragazzini e dei loro genitori, per quanto solo per qualche attimo. Un brutto inizio. —
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