La Spal parla il tedesco: rimonta e vittoria contro l’ottimo Eintracht
Buon avvio, poi biancazzurri sotto e in sofferenza davanti a un rivale superiore Carattere, capacità di soffrire e reazione le note liete. Gol di Kurtic e Moncini
GAIS (BZ). Nel bucolico e torrido impianto di Gais la Spal chiude il ritiro montano affrontando in amichevole i tedeschi dell’Eintracht Francoforte. Test più che probante, i teutonici sono detentori della Coppa di Germania e tra sei giorni affrontano il Bayern Monaco nella Supercoppa, preludio al via della Bundesliga. Alla fine, una gara dalle indicazioni sicuramente utili e un successo che fa morale: non male per ripresentarsi a Ferrara.
Mister Semplici schiera la Spal titolare. Stessa formazione utilizzata contro il Gorica, con la sola eccezione di Paloschi al posto di Antenucci: si studia quale può essere il partner ideale per Petagna. Ritmi più che accettabili, nonostante un caldo fuori dall’immaginabile. La Spal occupa bene il campo e propone buone trame. Schiattarella, al solito, è bello pimpante. Everton fa ottimamente il suo, e le incursioni di Lazzari trovano ottima sponda in Petagna. L’opposizione è di livello, e Gomis trema su zuccata di Haller.
Il centravanti va poi a segno al 24’: riceve palla all’altezza della lunetta, approfitta dello spazio che gli lascia Vicari (condizionato da un precedente infortunio) e carica la botta che infila il portiere spallino. La Spal vacilla, ancora Haller la fora ma conclude a lato. Un ossesso, questo attaccante. Esce l’acciaccato Vicari (spalla destra), entra Cionek ed è Djourou a trasferirsi sul centro-sinistra, con Felipe che slitta in mezzo. I biancazzurri sono un po’ persi, sbagliano diverse cosettine e subiscono la potenza fisica dei tedeschi. La squadra di Semplici non supera il centrocampo. Però la Spal non demorde, cerca di riassestarsi e tenta di giocare. Felipe, di testa sfiora il pareggio. La reazione c’è, ma improduttiva.
A inizio ripresa cambiano le posizioni in difesa: Djourou centrale, Felipe torna sul centro-sinistra. Più o meno lo stesso copione. Haller domina, palla a Fabian che supera Felipe e scarica il rasoterra: palo interno. L’Eintracht è superiore sotto ogni aspetto. Spal pesante, lenta. Semplici dopo il quarto d’ora mette forze fresce: Costa, Valoti e Antenucci per Fares, Everton e Paloschi. Il merito dei biancazzurri è quello di restare aggrappati al match, andando oltre le difficoltà. Arriva il premio. L’errato rilancio del portiere Ronnow diventa un passaggio per Petagna,abile nello smarcare Kurtic il cui destro a giro è chirurgico: 1-1. Ossigeno. La Spal cresce parecchio. Petagna al 29’ manca il raddoppio, doveva tirare e non cercare di dribblare anche il portiere (ma l’azione, con Kurtic, è stata ottima). Poi, però, è Gomis a dover salvare sul solito indiavolato Haller. Ma la gara è viva. Valoti-Lazzari-Valoti, quest’ultimo viene stoppato all’ultimo. Subito dopo è Petagna a mancare di poco il bersaglio. Il match corre verso la fine sui binari di un equilibrio ben maggiore rispetto a gran parte dell’andamento della partita. E allo scadere è la Spal a trovare il gol della vittoria, con un gran diagonale rasoterra di Moncini su assist di Kurtic. Per la Spal un confronto sicuramente molto utile, per capire dove e quanto è necessario crescere ancora.
Stando alle indicazioni di ieri, i biancazzurri sono da rivedere. Nell’insieme come in ogni reparto. Ma non mancano le note positive, anzi. Come il carattere, l’abnegazione. E qualche individualità di spessore. A cominciare da un Petagna che, a dispetto di qualche pallone perso, ha combattuto, è rientrato, ha cercato di giocare e far giocare, ha fatto da sponda, è andato alla conclusione. Poi, la lievitazione di Kurtic. E il senso del gol di Moncini. Buone cose non sono mancate, e anche il risultato conta. Perché, si sa, vincere allena... a vincere. Avanti. —
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