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Rientro vincente di Bruzzese e buono l’esordio di suo figlio

S.A.
Rientro vincente di Bruzzese e buono l’esordio di suo figlio

Il massimo leggero  si aggiudica la dura sfida con il serbo Obrodovic e poi rilancia: «Adesso vado a prendermi una cintura» 

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COMACCHIO

Una serata di boxe a tutto tondo, il Meorial Nino Vicentini andato in scena sabato ai piedi dei Trepponti. Dilettanti, professionisti e il rientro dell’ex campione italiano dei massimi leggeri Leonard Damian Bruzzese. Che prima ha assistito al debutto vincente del figlio, poi ha affrontato Vukasin Obrodovic, serbo del team Popovic, cliente scomodo per fisico e più giovane età. Sei round pesanti, che hanno visto il pugile di Galliera, al pari di Cristofori guidato dal maestro Roberto Croce della Ferrara Boxe, imporsi ai punti, senza tema di smentita.

Il match

Non c’è stato studio, i due pugili si sono subito affrontati senza tatticismi. Jab, raddoppi e lavoro al corpo per Bruzzese, Obrovic gli prende le misure solo con il trascorrere dei minuti, ma è il “nostro” a essere più continuo nella sua azione, sebbene il serbo metta un montante e un gancio. S’inizia a scivolare su un quadrato insidioso, Bruzzese cade, il maestro Croce non si fa problemi e sale sul ring a pulire con energia. Il match prosegue, Obrovic spinge sin troppo, ma anche Bruzzese replica alle sue scorrettezze in maniera poco ortodossa. La svolta definitiva arriva al quinto round: gancio preciso di Bruzzese, un colpo che arriva dall’alto, gancio che s’infrange sul volto dell’avversario, il giovane serbo va al tappeto ed è contato dall’arbitro Giubelli. La folla s’infiamma, il match si accende: Bruzzese lancia un’occhiata al referee, come a chiedergli di fermare l’incontro, almeno per un controllo medico del suo avversario. Niente, si va avanti e ha ragione il terzo uomo fra le sedici corde: Obrodovic è vigile, il suo sguardo reattivo. Arriva il gong e si torna ai rispettivi angoli. Parte l’ultimo round e Bruzzese va a legittimare la vittoria. il serbo prova a chiuderlo all’angolo, ma lui reagisce alla grande.

La promessa

Subito intervistato sul ring, come già avevano fatto illustri colleghi prima di lui (un Alessandro Duran ancora giovanissimo e, l’anno scorso, lo stesso Nicola Cristofori), Bruzzese si è speso: «Grazie di essere qui a sostenermi - ha detto rivolgendosi a quel pubblico che l’aveva calorosamente incitato durante il match -, faccio una promessa: vado a prendermi una cintura».

Di quale titolo stesse parlando, quale traguardo si sia prefisso, non è dato sapere ancora: difficile, però, puntare a traguardi più ambiziosi senza ripassare per la conquista di quel tricolore che è già stato suo. —

S.A.

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